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Elezioni, depositati i simboli. Grillo: "Se M5S è confondibile, non partecipiamo"

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Brutta sorpresa per Beppe Grillo: tra i simboli delle liste elettorali depositati al Viminale venerdì mattina, il leader 5 Stelle ha trovato un simbolo che richiama in maniera evidente quello del suo Movimento. Grillo spaeva che questo rischio era concreto, l'aveva profetizzato sul suo blog. E pensare che era stato tra i primi ad arrivare al Ministero dell'Interno accompagnato dalle centinaia di militanti del Movimento che si erano accampati in attesa dell'apertura dei cancelli, così da depositare il simbolo per primi.

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Tutto inutile, perchè chi era in fila prima dei delegati del Movimento ha consegnato all’ufficio "il simbolo del M5S senza l’indirizzo del sito. Assolutamente confondibile dall’elettore" spiega Beppe Grillo, che è ricorso subito alle vie legali per ottenere il ritiro del logo farlocco. Oggi si sfoga sul suo blog lanciando l'ennesima provocazione, che stavolta si spinge fino ad ipotizzare una scomparsa dei 5 Stelle dalla competizione elettorale: se non ci saranno regole certe per garantire l'originalità dei simboli, il Movimento non parteciperà alle elezioni politiche. Il risultato del ricorso si saprà solo la prossima settimana.

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"Dobbiamo aspettare il 15 gennaio per sapere per sapere se il M5S parteciperà alle elezioni - scrive Beppe Grillo sul suo blog - In caso della presenza di un simbolo confondibile non parteciperemo. Questa è l’Italia che non c’è più, che non ci appartiene, che va cambiata dalle fondamenta". Il portavoce 5 Stelle spiega quanto sia difficile per un soggetto politico nuovo riuscire a districarsi nella giungla della burocrazia. Anche un Movimento come il suo, che ha già partecipato alle elezioni amministrative, è costretto a depositare il simbolo al Viminale, col rischio di vederselo imitare da una qualunque altra lista, magari col solo scopo di generare confusione e disperdere i voti: "Il deposito è aperto a tutti, anche a chi non ha raccolto una sola firma con il suo simbolo. I moduli con le firme vanno depositati la settimana successiva nei vari tribunali delle circoscrizioni, quindi chiunque può partecipare alla farsa". Grillo non accetta l'idea di mandare i suoi allo sbaraglio e annuncia che darà battaglia: "Se entreremo in Parlamento lo apriremo come una scatola di tonno. Se non ci lasceranno partecipare si prenderanno la responsabilità della delegittimazione dello Stato e delle inevitabili conseguenze".

Ad imitare in maniera quasi pedissequa il logo del Movimento 5 Stelle è stato Andrea Massimiliano Danilo Foti, ex grillino catanese di 36 anni, residente in provincia di Bergamo. Intervistato da Lasiciliaweb, Foti rivendica la paternità del logo e spiega di aver depositato insieme ad esso anche anche lo statuto e l'atto costitutivo del suo movimento, fondato nel 2007: "Nel 2005 iniziai a partecipare alle riunione meetup e la partecipazione alle elezioni, già allora, mi sembrava uno sbocco naturale, ma Beppe non voleva sentirne. Nel 2007 insieme ad altri amici dei meetup, decidemmo di dar vita al Movimento 5 stelle con tanto di statuto, atto costitutivo, programma, e simbolo molto simile a quello successivamente adottato da Grillo". Insomma, Grillo avrebbe copiato Foti e non viceversa? La questione si complica.

Il fenomeno dei simboli contraffatti di movimenti e partiti, le cosiddette "liste civetta" che sfruttano la popolarità di altri soggetti politici, ha colpito anche Monti e Ingroia. Uno dei simboli depositati recita "Per l'Europa Monti presidente", presentato non dal premier uscente, ma dal suo omonimo Samuele Monti, consigliere comunale di una lista civica a Fabrosa Soprana, in provincia di Cuneo. Per Antonio Ingroia il problema è davvero serio: la sua lista "Rivoluzione civile" è data in crescita nei sondaggi, ma è ancora in dubbio il superamento della soglia di sbarramento del 5%. Inevitabile la preoccupazione per il simbolo gemello depositato al Viminale: un logo con la citazione "rivoluzione civile", identico a quello del ex pm di Palermo, con la differenza che in quello originale è presente il cognome del magistrato.

Il deposito dei simboli elettorali si è trasformato in certi casi in un vero e proprio sfoggio di fantasia: l'ultimo soggetto politico ad aver presentato il proprio logo è il "Movimento Bunga-bunga". Sembra infatti che esista una formazione ispirata ai celebri divertimenti delle notti di Arcore: il simbolo in questione presenta due omini con la testa tonda e nera, intenti a prendersi a calci. E non mancano altre trovate bizzarre, come il simbolo "Stato ladro" o quello giallorosso "Forza Roma". Come già confermato ad Excite qualche tempo fa, anche Ilona Staller, meglio nota come Cicciolina, ha presentato il suo logo, con tanto di propria foto, "Dna - Democrazia, natura, amore".

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