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Elezioni Europee 2014, i risultati definitivi: Pd oltre il 40% e M5S al 21,1%. Male Forza Italia, ok Lega e Tsipras

Dopo una lunga notte di proiezioni e scrutini al rallenty, è arrivata la tanto attesa ufficialità dei risultati delle elezioni europee 2014. Devastante l’avanzata del Pd, premiato da una percentuale storica e destinata a dare uno slancio decisivo all’azione di governo del premier Matteo Renzi, vincitore indiscusso di questo appuntamento con le urne dal chiaro significato generale.

Selfie in cabina elettorale, foto

Ben al di sotto delle aspettative della vigilia il M5S, fermo ad un deludente 21,16% nonostante la marcia di avvicinamento al primo partito italiano prefigurata dai principali istituti di sondaggi a livello nazionale nelle ultime settimane. Praticamente doppiati dai democratici, che col loro 40,8% sognano adesso un’autosufficienza in vista di future tornate elettorali, i 5 Stelle manderanno comunque a Strasburgo una folta pattuglia di europarlamentari, confermandosi una delle novità di maggiore rilievo nello scenario politico comunitario.

Tutt’altro che esaltante, per Berlusconi ed alleati, la performance della rifondata Forza Italia, riuscita a fatica ad arginare il flusso negativo di voti verso il centrosinistra e costretta a fare i conti col magro bottino di un 16,8% giustificato solo in minima parte dalle limitazioni imposte al leader dalle ben note vicende giudiziarie.

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Sorride la Lista Tsipras, raggruppamento di sinistra che ha superato d’un soffio il quorum di accesso all’Europarlamento, totalizzando la percentuale del 4,03 appena sufficiente per far eleggere una propria rappresentanza nell’assemblea comunitaria. Altro dato significativo, il lusinghiero 6,16% della Lega Nord, riscattatasi dal tracollo dell’ultimo anno e adesso proiettata verso un rinnovato radicamento sul territorio nazionale come forza euroscettica capace di intercettare una buona fetta del malcontento nei settori più radicali dell’elettorato di centrodestra, grazie anche al nuovo corso offerto al Carroccio dal segretario Matteo Salvini.

Depotenziata invece l’area centrista della maggioranza di governo, “cannibalizzata” dall’en plein del Partito Democratico e di fatto cancellata dal quadro politico del momento, con un traumatico 0,71% che consegna forse definitivamente alla storia il progetto moderato di Scelta Europea degli ex montiani scesi in campo nel 2013 al termine della breve parentesi a Palazzo Chigi del Professore e senatore a vita. Discorso diverso per l'Ncd di Alfano e Schifani, piazzatosi in posizione interlocutoria con un 4,38% appena idoneo al superamento della soglia di sbarramento.

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Non siederanno nel Parlamento di Strasburgo e Bruxelles neanche i candidati di Fratelli d’Italia, classificatisi settimi con la quota del 3,66% inadeguata ad ottenere uno o più eletti in Europa, mentre ancora più negativi si sono rivelati i risultati per i Verdi e per la ricostituita Italia dei Valori, rispettivamente giunte allo 0,9% ed allo 0,6% e quindi condannate a restare ai margini della politica nazionale oltre che europea.

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