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Elezioni Grecia 2012: Atene sceglie l'Europa

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L'Europa tira un sospiro di sollievo. Le elezioni in Grecia, infatti, registrano la vittoria del partito conservatore favorevole alla UE e all'euro Nea Dimokratia, di Antonis Samaras, allontanando lo spettro dell'uscita del Paese dall'Unione e rassicurando - almeno per ora - mercati e investitori stranieri.

"Oggi i greci hanno scelto di restare legati all'Europa. Questa è una vittoria per tutta l'Europa", ha commentato Samaras, che poi si è rivolto ai 'colleghi' dei partiti "che hanno lo stesso obiettivo, tenere la Grecia in Europa" chiedendo loro "di unirsi per formare un governo solido: rispetteremo le nostre firme e gli impegni presi dalla Grecia e lavoreremo per far uscire il Paese dalla crisi. Non si mette in alcun dubbio l'appartenenza della Grecia all'Europa".

Nel quadro che si è delineato da questa nuova tornata di elezioni (dopo il fallimento del voto del 6 maggio), il principale alleato di Nea Demokratia è senza dubbio il partito socialista Pasok di Evangelos Venizelos, che non solo si è detto favorevole a un esecutivo di coalizione, ma si è addirittura spinto oltre, parlando di un governo di "corresponsabilità" con Nea Dimokratia e la sinistra, rappresentata da Syriza e da Dimar.

Tuttavia, proprio il partito di colui che è considerato l'astro nascente della politica ellenica, Alexis Tsipras, potrebbe rappresentare un serio ostacolo per i progetti dei freschi vincitori. Il leader di Syriza, infatti, pur avendo telefonato a Samaras per congratularsi e avergli detto che è "libero di formare il governo che riterrà più opportuno per il Paese", ha sottolineato l'importanza del risultato ottenuto dal proprio partito "contro forze interne ed esterne alla Grecia" e ha confermato che "Syriza è un partito che si batte contro il memorandum", rifiutando l'invito a entrare a fare parte della nuova coalizione di governo e annunciando la volontà di agire come opposizione.

Una scelta che avrà di sicuro conseguenze pesanti. Con più dell'80% di seggi scrutinati, il 30% di preferenze (130 seggi) di Nea Dimokratia e il 12.5% (33 seggi) di Pasok - terza forza politica - consegnano alla probabile coalizione di governo un totale di 163 seggi che, con il 'generoso' premio di maggioranza di 50 seggi, le garantisce un totale di 213 seggi su 300. Tuttavia, il 26% (71 seggi) di Syriza, il 6.1% di Dimar e il 4.46% del partito comunista Kke - che nel loro insieme garantiscono ulteriori 15/16 seggi - possono rappresentare un problema all'atto, per esempio, delle votazioni di nuovi, prevedibili, piani di risanamento imposti dalla UE.

Non resta dunque che attendere e vedere come reagirà il neonato governo alle prime difficoltà, con lo spettro - tra le altre cose - del partito neonazista di Alba Dorata, che alle elezioni di domenica ha fatto il boom, aggiudicandosi il 6.9% dei voti (che lo rende il quinto partito ellenico) e ben 18 seggi in parlamento.

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