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Elezioni in Sicilia: sinistra battuta 8 a 0

La sinistra in Sicilia, dove si è votato sabato e domenica per eleggere i presidenti e i consigli provinciali di otto province e i sindaci e i consigli comunali di 147 comuni, ha perso nettamente, malamente.

Il centrodestra, infatti, ha conquistato tutte le otto province in cui si votava per il rinnovo delle amministrazioni. Espugnando anche le ultime roccaforti del Partito democratico, e cioè Enna, Caltanissetta e Siracusa.

Il Pdl conferma i suoi candidati nelle due province dove era al governo: Messina ha confermato Nanni Ricevuto con il 77,95% e Palermo ha visto la sconfitta di Francesco Piro col 26,34% contro Giovanni Avanti col 73,66%. Nella Provincia di Catania ha ottenuto il 77,62% dei voti Giuseppe Castiglione (Pdl-Udc-Mpa) rispetto al 18,6% del sindacalista Salvatore Leotta (Pd-Pdci e Idv)

Le elezioni hanno registrato un calo di affluenza in tutte le otto province siciliane. Il record in negativo va a Palermo, dove si è recato alle urne solo il 41,17% degli aventi diritto a fronte del 60,95% delle elezioni precedenti, con un calo del 19,78%.

Il risultato elettorale in Sicilia conferma che nel Paese "è cambiato il vento, ed è cambiato in profondità". È il presidente del Senato, Renato Schifani, siciliano, a commentare l'esito delle elezioni amministrative nella sua terra. "Quando anche in province tradizionalmente rosse come Enna o Caltanissetta - ha spiegato Schifani - si raggiunge un successo elettorale così strepitoso, non siamo in presenza soltanto di un dato regionale. È un segnale politico che va oltre i confini della Sicilia e riguarda direttamente l'azione del governo. Questa vittoria - ha concluso - è indubbiamente un segnale per il governo".

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