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Elezioni Parlamento 2013, la composizione di Camera e Senato: più giovani e più donne

  • Getty Images

Che questa tornata elettorale 2013 abbia rivoluzionato il Parlamento italiano è sembrato evidente sin dalle prime ore post-voto, non solo per il recupero miracoloso del Pdl dato per spacciato, per la vittoria risicatissima del centrosinistra o per i grandi flop di Monti e di Ingroia. A caratterizzare la composizione delle nuove Camere è l'ingresso della rivelazione politica di queste elezioni, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, capace di catalizzare quasi un terzo dei voti degli italiani alla Camera dei deputati quanto al Senato della Repubblica e di eleggere così ben 109 deputati e 54 senatori.

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Numeri impressionanti quelli del Movimento 5 Stelle (ma neanche poi tanto per gli analisti che lo hanno studiato e conosciuto da vicino) preannunciati dal grande exploit dello scorso ottobre alle regionali in Sicilia, che ha dato vita ad un modello di governo in cui centrosinistra e 5 Stelle convivono e collaborano confrontandosi di volta in volta sui provvedimenti da approvare in Assemblea regionale. In attesa di capire se e in che modo questo modello potrà essere riproposto su scala nazionale, i grillini hanno già dato un volto nuovo al nostro Parlamento, con un'infornata di giovani che contribuisce a svecchiare le stanze del Palazzo.

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Il nuovo Parlamento uscito dalle urne è innanzitutto il più giovane della storia, complice appunto l'elezione di oltre 150 rappresentanti tra le fila del Movimento 5 Stelle. A disegnare il quadro generale delle nuove Camere è stata la Coldiretti, che ha realizzato un'indagine sui membri del Parlamento protagonisti della legislatura che sta per aprrsi (e che visti i presupposti potrebbe durare solo pochi mesi prima di tornare al voto). Innanzitutto l'età media dei nostri rappresentanti si ridurrà notevolmente rispetto al passato e in particolare al Parlamento ancora formalmente in carica fino alla prima riunione delle nuove Camere, prevista per il 15 marzo. Poi molte donne siederanno tra i banchi delle aule parlamentari. Un binomio che farà delle nuove Camere le più giovani e "rosa" della storia d'Italia.

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Considerando che l'Italia che ha la classe dirigente più anziana d'Europa e un notevole ritardo nell'affermazione delle donne in ruoli politici chiave, il nuovo Parlamento porterà una ventata di rinnovamento nelle nostre istituzioni. L'età media di deputati e senatori, secondo l'indagine Coldiretti, sarà 48 anni: quella dei deputati sarà di 45 anni, mentre per i senatori di 53 anni. Un deciso balzo in avanti verso il ricambio della politica tanto auspicato, soprattutto se si considerano i dati rispetto alla legislatura appena trascorsa, che ha visto deputati mediamente di 54 anni e senatori di 57. Ovviamente a far calare la media è stato il successo del Movimento 5 Stelle, che vanta tra i suoi eletti una media di 37 anni (33 alla Camera e 46 al Senato), decisamente un primato rispetto alle altre forze politiche. I grillini si attestano come i più giovani in assoluto davanti a Lega Nord con una media di 45 anni (42 alla Camera e 48 al Senato), al PD con 49 (47 alla Camera e 54 al Senato), a Sel con 47 anni (46 alla Camera e 50 al Senato), alla lista di centro Monti-Udc-Fli con 55 anni (55 anni alla Camera e 56 anni al Senato) e al Pdl, fanalino di coda con 54 anni (50 alla Camera e 57 al Senato).

Il Parlamento che sta per formarsi sarà non solo il più giovane, ma anche quello con il maggiore numero di donne della storia repubblicana. In questo caso la fa da padrone il Pd, che con il meccanismo della doppia preferenza (di cui una necessariamente femminile) alle primarie per il Parlamento, ha eletto ben il 41% di donne tra i suoi rappresentanti. Anche sulla questione della parità di genere il Movimento 5 Stelle non è da meno: tra i grillini sono state elette il 38% di giovani donne e proprio una donna eletta nel Movimento la più giovane candidata al Parlamento (Marta Grande, appena 25 anni, eletta per la Camera nel Lazio). Seguono Pdl e Lista Monti-Udc, entrambi al 22% di presenza femminile, poi Sel al 20%, Lega Nord al 14% e Pdl, con il 25,8%. In generale, la presenza femminile che nelle Camere uscenti si attestava al 21% a Montecitorio e al 19% a Palazzo Chigi, con un notevole progresso nel nuovo Parlamento, dove saranno il 32% alla Camera e il 30% al Senato.

Ed ecco la ripartizione definitiva dei seggi di Camera e Senato nel nuovo Parlamento diffusa dal Viminale, aggiornata con i voti provenienti dalla circoscrizione estero:

Camera dei deputati (630 seggi)

Centro sinistra: 345 seggi

PD 297

SEL 37

Centro Democratico 6

SVP 5

Centro destra: 125 seggi

PDL 98

Lega Nord 18

Fratelli d'Italia 9

Movimento 5 Stelle: 109 seggi

Coalizione Monti: 47 seggi

Scelta civica Monti: 39

UDC 8

Senato della Repubblica: 315 seggi

Centro sinistra: 124 seggi

PD 109 seggi

SEL 7

Lista Crocetta 1

Collegi uninominali di Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta 7

Centro destra: 117 seggi

PDL 98

Lega Nord 17

Grande Sud 1

Collegio uninominale del Trentino Alto Adige 1

Movimento 5 Stelle 54 seggi

Lista Monti 19 seggi

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