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Elezioni politiche 2013: come si vota, tutte le informazioni

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La lunga campagna elettorale 2013 è finita e al voto manca ormai davvero solo più una manciata di ore. Fatti gli ultimi appelli, adesso tocca agli italiani dire la loro. I sondaggi sono vietati, ma tra un escamotage e l'altro (tipo quelli adottati da YouTrend e Nota politica), al momento il Pd e la coalizione di centrosinistra sono avanti, seguiti a distanza dal Pdl e dallo schieramento di centrodestra e tallonati dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, protagonista di una crescita esponenziale. Giochi fatti, dunque, e palla ai cittadini: ma come si vota e cosa succederà una volta chiuse le urne?

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I seggi previsti sul territorio nazionale sono 61.445 e saranno aperti domenica 25 febbraio dalle 8 alle 22 e lunedì 26 dalle 7 alle 15, mentre i 3.438.670 di italiani residenti all'estero in America del Nord, America del Sud, Europa, Asia-Oceania-Africa hanno già espresso il loro voto nei giorni scorsi.

Per quanto concerne la modalità con la quale si accorda la propria preferenza, invece, come specificato dal Ministero dell'Interno in una nota ufficiale, "l'elettore esprime il voto tracciando con la matita un solo segno (esempio, una croce o una barra) nel riquadro che contiene il contrassegno della lista prescelta. E' vietato scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati e qualsiasi altra indicazione". Per la Camera (scheda rosa) possono votare i maggiorenni aventi diritto, mentre per il Senato tutti coloro che alla data di domenica 25 febbraio hanno compiuto 25 anni (scheda gialla).

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Lo spoglio inizierà immediatamente chiuse le urne e lo scrutinio partirà dal Senato: entro sera, dunque, tendenzialmente dovrebbe essere noto il nome dei nuovi governatori delle cruciali regioni della Lombardia e del Lazio. Dopo avverrà lo spoglio delle schede rosa della Camera, in contemporanea con quello dei voti degli italiani all'estero, che sarà effettuato negli hangar della Protezione Civile a Castelnuovo del Porto, nelle immediate vicinanze di Roma. Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, presidierà alle operazioni dal Viminale e intorno alle 17 di lunedì darà una prima valutazione sull'andamento dello scrutinio in sala stampa.

Sul risultato finale, che ipoteticamente (nella migliore delle ipotesi) si delineerà intorno alla mezzanotte di lunedì 25, fare una previsione è impossibile, ma è possibile indicare alcune situazioni di massima. Per quanto riguarda la Camera, infatti, la vittoria andrà al partito o alla coalizione che prenderà un voto più degli altri. In questo caso i seggi assegnati saranno 340 (pari al 55% del totale), più 6/8 dalle circoscrizioni estere. All'opposizione, di pari passo, ne andranno 278 e 4/6 dall'estero. Le quote di sbarramento per sedere alla Camera sono fissate al 10% per le coalizioni, al 4% per i singoli partiti e al 2% per i singoli partiti all'interno delle coalizioni.

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Al Senato, invece, com'è noto, la situazione è molto più ingarbugliata. Qui infatti per portarsi a casa il 55% dei seggi bisogna vincere nelle singole Regioni: per una governabilità sufficiente/buona ci vanno almeno 165/175 senatori e dunque ecco l'incognita delle Regioni chiave, quelle che assegnano il maggior numero di seggi (Lombardia, Veneto, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia). In caso di una frammentazione del voto, il rischio di un Senato spaccato infatti è altissima.

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