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Elezioni presidenziali 6 novembre 2012, come si vota?

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L'Election Day americano è alle porte e la grande incertezza sull'esito del voto sta facendo salire a mille l'attesa di conoscere chi sarà il presidente degli USA per i prossimi 4 anni tra il democratico Barack Obama e il repubblicano Mitt Romney: ma come funziona il sistema elettorale a stelle e strisce?

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La scelta di quello che a tutti gli effetti è l'uomo più potente del pianeta non è demandata direttamente ai cittadini americani: a decidere l'inquilino della Casa Bianca sono infatti i cosiddetti Grandi Elettori, ovvero rappresentanti dei singoli stati dell'unione, eletti - loro sì - dalla popolazione. I Grandi Elettori sono due per stato più il numero di deputati inviati alla Camera dei Rappresentanti, determinati in maniera proprozionale alla popolazione. Dunque, in pratica, gli stati più popolosi sono anche quelli con il maggior numero di Grandi Elettori ed ecco perché la definizione di 'stato chiave' con la quale viene per esempio indicata la California, che ne ha 53.

I cittadini americani, quindi, il 6 novembre 2012 - ovvero "il martedì dopo il primo lunedì di novembre", come stabilito dalla Costituzione - sono chiamati a scegliere i Grandi Elettori, con un sistema di voto che varia da stato a stato per quanto concerne sia la scheda elettorale che la modalità con la quale accordare materialmente la propria perferenza.

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In alcuni casi, infatti, sulla scheda è indicato solo il nome dei candidati alla presidenza e alla vice-presidenza, in altri sono indicati abbinati ai Grandi Elettori che li sostengono e in un solo caso, infine, è presente esclusivamente l'indicazione di questi ultimi. Per quanto riguarda il modo in cui viene espresso il voto, invece, in certi stati permane la classica scheda cartacea, mentre in altri sono state introdotte delle speciali macchinette elettroniche. Proprio sul funzionamento di queste ultime, dopo il passaggio dell'uragano Sandy, erano stati avanzati dei dubbi, ma a meno di un giorno dall'Election Day tutti i problemi sembrano essere risolti. Un'ulteriore novità 'tecnologica', infine, è rappresentata dall'early voting, ovvero il voto anticipato (di 4 o 50 giorni, via posta o di persona, a seconda di quanto previsto dai singoli stati), pensato per permettere di partecipare alle votazioni anche chi nel giorno canonico non potesse.

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Formalmente, dunque, il giorno successivo all'Election Day il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti non è ufficiale, mentre lo diventa il 6 gennaio, quando 41 giorni dopo la votazione - ovvero "il lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre" - i Grandi Elettori si riuniscono ognuno nella capitale del proprio stato per esprimere la loro preferenza. Il nuovo inquilino della Casa Bianca viene eletto con 270 voti, ovvero la metà più uno dei 538 Grandi Elettori, mentre in caso di parità assoluta la decisione è demandata al Congresso e quella del vice-presidente al Senato. Da ultimo, solo quattro volte è successo che i Grandi Elettori abbiano 'sconfessato' lo schieramento dichiarato, eleggendo un presidente diverso da quello espresso dalla volontà popolare.

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