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Emergenza rifiuti, Napoli ancora nel caos

Le strade di Napoli sono coperte da oltre 1.500 tonnellate di spazzatura. L'emergenza rifiuti non sembra trovare fine. La stima resa nota oggi dall'amministrazione comunale della città partenopea, che parla appunto di 1.500 tonnellate, è preoccupante.

Il Comune ha chiesto ai cittadini di attendere qualche giorno prima di gettare gli imballaggi dei regali natalizi e nei giorni scorsi sono state mobilitate unità del genio militare per contribuire alla raccola. Le unità hanno rimosso cumuli di immondizia da viale Maddalena, vicino all'aeroporto di Capodichino; via Don Bosco, vicino al cimitero; a Corso San Giovanni a Teduccio, quartiere popolare situato alla periferia orientale. L'esercito continua il suo lavoro nel tentativo di ripulire Napoli e provincia. Il Comune punta ad operare un prelievo straordinario di 300 tonnellate per poter arrivare a Capodanno con la città pulita o, almeno, quasi.

Gli scontri di Terzigno

Nel frattempo è stato chiuso, perché troppo pieno, lo Stir (stabilimento di tritovagliatura ed imballaggio rifiuti) di Santa Maria Capua Vetere, uno degli impianti autorizzati a ricevere l'immondizia di Napoli per vagliarla prima di inviarla in altre regioni. Mentre nella notte, a Chiaiano, ci sono state nuove proteste contro l'arrivo di rifiuti da Napoli nella locale discarica. Gruppi di circa 150 persone, con i volti coperti dalle sciarpe e dai passamontagna, hanno bucato gli pneumatici di nove autocompattatori e danneggiato i parabrezza di altre tre veicoli. Tutto per impedire ai mezzi di scaricare. Si è reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine, in seguito al quale gli autocompattatori hanno ripreso il loro lavoro sversando nella discarica di Chiaiano oltre 800 tonnellate di rifiuti.

 (foto © LaPresse)

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