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Emilio Colombo è morto: addio all'ultimo padre costituente

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Con la morte di Emilio Colombo, avvenuta nella tarda serata di ieri a Roma, se ne va l'ultimo padre costituente e si chiude un pezzo di storia. Il senatore a vita, infatti, era l'unico sopravvissuto degli uomini che tra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948 si occuparono della stesura della Costituzuone per la neonata Repubblica Italiana. Nato a Potenza nel 1920, Colombo aveva 93 anni, ma ancora a marzo di quest'anno, dopo le elezioni, ha guidato in qualità di presidente provvisorio la prima e la seconda seduta della XVII legislatura, a causa del forfait di Giulio Andreotti per motivi di salute.

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Laureato in Giurisprudenza, a 26 anni è stato uno dei più giovani Costituenti - e Francesco Saverio Nitti di lui all'epoca disse: "E' un colombo che volerà" - e poi ha fatto parte ininterrottamente delle legislature che si sono succedute dal 1946 al 1992, quando si è dimesso perché l'allora DC, di cui faceva parte, decise l'incompatibilità tra il ruolo di parlamentare e quello di ministro. Colombo, infatti, ha avuto una carriera politica molto intensa e ha ricoperto il ruolo di titolare del Dicastero dell'Agricoltura, del Commercio Estero, del Tesoro, delle Finanze, del Bilancio, degli Esteri. Dal 6 agosto 1970 al 17 febbraio 1972 è stato anche Presidente del Consiglio.

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Dal 1976 al 1980 e dal 1989 al 1992 è stato membro del Parlamento Europeo e nel 1994 ha partecipato attivamente al processo di transizione dalla DC al PPI di Mino Martinazzoli, sostenendo la candidatura a segretario di Rocco Buttiglione. Tuttavia, quando quest'ultimo nel 1995 si schierò a favore di un'alleanza con Silvio Berlusconi, decise di seguire la corrente del partito guidata da Gerardo Bianco, favorevole invece a un'alleanza con il centrosinistra.

Nominato senatore a vita nel 2003 da Carlo Azeglio Ciampi, Colombo nel corso della sua carriera politica è stato insignito di numerosi riconoscimenti, come il Premio Carlo Magno e la medaglia d'oro della Fondazione Jean Monnet, quest'ultima per i suoi meriti nella nascita e nello sviluppo della Comunità Economica Europea e dell'Unione Europea. Un'attività percorsa da un grande rigore, 'macchiata' da un'inchiesta su un giro di droga, durante la quale il senatore a vita disse di essere un consumatore "da non molto, non più di un anno, un anno e mezzo" per ragioni terapeutiche.

"Un altro grande protagonista della storia italiana ci ha lasciato questa sera", ha dichiarato in una nota Pier Ferdinando Casini, definendolo "uomo di governo illuminato e trasparente, europeista apprezzato in tutto il mondo" e ricordando la testimonianza "fino all'ultimo nel Senato della Repubblica" della "sua dedizione per le Istituzioni e per l'Italia", mentre il Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, del Pd, ha detto che "con la scomparsa del presidente Colombo non scompare solo lo statista, ma anche il maestro di molti di noi, di un'intera classe dirigente", aggiungendo: "Per questo riesco ed esprimere in questo momento solo un grande dolore".

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