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Emilio Fede intercettazione con il personal trainer: "La storia di Berlusconi? Mafia, mafia, mafia"

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Quella di Silvio Berlusconi è una storia di soldi e mafia: ad affermarlo non è un avversario politico o un giornalista nemico, ma un ex fedelissimo del leader di Forza Italia, Emilio Fede. Un audio shock quello del giornalista che per anni è stato volto del Tg4 a Mediaset: le dichiarazioni sono state registrate nel 2012 dal suo personal trainer Gaetano Ferri e consegnate alla Procura di Monza, che le ha inviate ai pm di Palermo. Oggi l'audio è depositato agli atti del processo sulla trattativa Stato-mafia in corso a Palermo.

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Molte parti del dialogo sono scarsamente comprensibili, ma il ritratto che Emilio Fede fa dell'ascesa berlusconiana è chiaro: "La vera storia della vicenda Berlusconi ... mafia, mafia... soldi, mafia, soldi... Berlusconi" dice l'ex direttore del Tg4 a Ferri. Al centro della conversazione, i rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e Cosa Nostra, già indagati dai magistrati di Palermo nell'ambito del processo culminato con una condanna per mafia a carico dell'ex senatore Pdl, oggi in carcere a Parma dopo una breve latitanza in Libano.

Anello di congiunzione tra l'ex premier, Dell'Utri e le cosche, il mafioso Vittorio Mangano, assunto negli anni '70 come stalliere ad Arcore. Questo è quanto contenuto nella sentenza di condanna per il co-fondatore di Forza Italia ed è quello che sembra emergere dalle parole di Fede: "C'è stato un momento in cui c'era timore ... - spiega al suo personal trainer - che loro hanno messo Mangano attraverso Marcello". Il ruolo Dell'Utri era quello di spostare capitali, era "praticamente quello che investiva..." dice Fede, che riporta anche una sorta di dialogo tra Berlusconi e il bibliofilo palermitano, "un messaggio per rassicurare lui su certe cose che non so", lo definisce il giornalista.

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Anche Fede definisce Mangano un eroe come avevano già fatto Berlusconi e il suo braccio destro Dell'Utri. Per il giornalista chi invece potrebbe parlare è proprio Dell'Utri, oggi in carcere dopo la conferma della condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa: "Chi può parlare? Solo Dell’Utri. E devo dire che in questo Mangano è stato un eroe: è morto per non parlare". Dell'Utri, invece, secondo il racconto di Fede tiene, in pugno l'ex premier: "Guarda a Berlusconi cosa gli sta mangiando. Perché lui è l'unico che sa... Ti rendi conto che ci sono 70 conti esteri, tutti che fanno riferimento a Dell'Utri?".

Con la diffusione dell'audio delle conversazioni è arrivata immediata la smentita di Emilio Fede: "Tutto falso, l’ho già detto ai magistrati e ho denunciato quel truffatore per calunnia e minacce gravi, ha manipolato le mie dichiarazioni". L'avvocato di Marcello Dell’Utri ha precisato che durante l'interrogatorio di Fede ai pm di Palermo da Antonino Di Matteo e Roberto Tartaglia lo scorso maggio, nell'ambito delle indagini sulla trattativa Stato-mafia, avrebbe chiarito "lo spessore criminale del suo interlocutore, aduso a calunniare e a estorcere denaro". Nell'interrogatorio Fede avrebbe invece "escluso in modo categorico di essere a conoscenza di comportamenti men che leciti da parte di Berlusconi e Dell’Utri o di sapere di conti esteri attribuiti a Dell’Utri". Anche le dichiarazioni sull'intestazione di 70 conti esteri a nome di Dell'Utri sarebbe frutto "frutto di una vera e propria manipolazione della conversazione effettuata dallo stesso Ferri".

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