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Enrico Letta a L'Arena: "Giudicatemi nel 2014. La differenza è tra chi risolve i problemi e chi urla e basta"

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Come annunciato in anteprima da Excite, oggi Enrico Letta è stato ospite di Massimo Giletti a L'Arena e incalzato dal conduttore ha toccato tutti i temi più caldi del momento, dalla crisi all'Imu, dalla credibilità della politica alle primarie del Pd, evitando solo con una certa diplomazia di rispondere alle domande del conduttore su Silvio Berlusconi.

Enrico Letta a L'Arena, il premier domenica ospite di Massimo Giletti (Anteprima Excite.it)

Pacato ma determinato, come gli italiani si sono abituati a conoscerlo, il Presidente del Consiglio ha rivendicato ancora una volta il modo di lavorare suo e del governo: "Chiedo di essere giudicato alla fine di questo percorso", paragonando se stesso e l'esecutivo a un pilota che sta compiendo in aereo la trasvolata atlantica e che si trova sull'Oceano, con i grattacieli di Manhattan in vista, e affermando: "Alla fine del 2014 avremo ridotto deficit e debito e ridotto le tasse".

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Nessun trucco da prestigiatore - "chi dice che dalla crisi si esce con un miracolo o con le bacchette magiche non si rende conto che stiamo attraversando la più grave crisi del dopoguerra" - ma fatti concreti, come l'abolizione dell'Imu: "Avevamo detto che la prima e la seconda rata sarebbero state eliminate e lo abbiamo mantenuto". Del resto, il pragmatismo per il premier è l'unico rimedio al disamoramento dei cittadini per la cosa pubblica: "La politica è crollata di credibilità in questi anni. Ora prima di tutto gli italiani devono sapere che quando il presidente del Consiglio prende degli impegni poi li mantiene".

Dunque fatti, fatti e ancora fatti, anche se per non tradire la filosofia del "chi va piano, va sano e lontano" il governo li centellina e affronta i problemi a rate, come nel caso delle auto blu, per le quali è stata emanata "una norma, che riguarda tutta la Pubblica Amministrazione, che obbliga a un taglio immediato del 25%" e che "è un primo passo", mentre "l'anno prossimo ce ne sarà un altro", e per il contenimento delle spese a livello locale: "Stiamo cercando di cambiare la Costituzione laddove le Regioni hanno un'autonomia totale e il centro può fare poco o niente", ha spiegato il premier. Stessa strategia anche per risolvere il nodo pensionati/esodati e per reperire le risorse necessarie a coprire il mancato gettito dell'Imu: "Saranno trovate, e indicate, attraverso anticipi sulle attività finanziarie, bancarie e di assicurazione", ha garantito Letta.

Dopo avere ricordato una volta di più che la Legge di Stabilità 2014 è "la prima" che "non interviene sui tagli alla spesa pensionistica" e che "abbassa le tasse alle famiglie e alle imprese", il Presidente del Consiglio ha detto la sua sulle difficoltà interne di Scelta Civica, Pdl e Pd, soffermandosi in particolare su quelle del suo partito. "Capisco Prodi", ha detto il premier, riferendosi alla dichiarazione di quest'ultimo che non andrà a votare alle primarie, affermando che lui invece lo farà. "Il segretario che uscirà ne sono sicuro, sarà leale con il governo. Lo dico pesando bene le parole", ha affermato Letta, escludendo l'ipotesi che una volta eletto Matteo Renzi possa aprire la crisi di governo sul caso Cancellieri e chiudendo il discorso su un eventuale scontro fratricida alle politiche dichiarando: "E' qualcosa di talmente lontano che non ci penso".

Su Silvio Berlusconi invece il Presidente del Consiglio ha glissato, affermando che tanto "le persone a casa sanno cosa penso" di lui, tirandosi poi fuori con molta diplomazia anche da un'altra domanda insidiosa, seppure di tipo diverso. "Non metto becco su quelle cose", ha risposto infatti a Giletti che gli chiedeva, da tifoso milanista, se tenesse le parti di Galliani o di Barbara. Un'affermazione connotata da molto savoir fare, 'premiata' con una maglia del capitano rossonero, Montolivo, consegnatagli da un tifoso.

Infine, Letta non ha risparmiato una stoccata a Beppe Grillo, definendolo "populista" e dichiarando: "La differenza è tra chi cerca di risolvere i problemi e chi urla". E basta.

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