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Enrico Letta a Porta a Porta: "Governo in bilico, pronto alle dimissioni"

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Ha scelto il salotto di Porta a Porta il premier Enrico Letta per tuonare contro i rumors di una imminente crisi di governo e richiamare ancora una volta le forze politiche alla responsabilità. Ma a differenza degli interventi pubblici delle ultime settimane, per la prima volta si è mostrato seriamente preoccupato per la sopravvivenza dell'esecutivo. Il governo è "in bilico", ha ammesso Enrico Letta, dicendosi pronto a trarne le conseguenze.

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Dopo i continui moniti ai partiti degli ultimi mesi, affinchè garantiscano la stabilità dell'esecutivo a prescindere dal caso Berlusconi, Enrico Letta ha fatto un bilancio di questi giorni in cui il dibattito pubblico si è infiammato intorno alla questione della decadenza dell'ex premier: "Da alcune settimane si è alzato il livello dello scontro politico tra i partiti - ha detto Letta a Porta a Porta - Attenzione, non può essere soltanto richiesto a me e Napolitano di tenere in piedi le istituzioni mentre tutti se le danno di santa ragione (...) Né io né il presidente della Repubblica faremo i parafulmini che tengono in piedi tutto il sistema".

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Nelle stesse ore in cui a Sant'Ivo alla Sapienza è in corso una nuova riunione della Giunta per elezioni e le immunità parlamentari del Senato, Letta ha registrato il suo intervento a Porta a Porta, in cui ha tracciato un difficile bilancio della sua esperienza di governo. Fino ad ipotizare possibili dimissioni se lo scontro tra i partiti della maggioranza diventasse talmente esasperato da non trovare altra via d'uscita che lo scioglimento delle Camere: "In questi 4 mesi e mezzo non ho mai pensato di lasciare perché ho sempre percepito che ci fosse la solidarietà e la fiducia del Parlamento e una forte spinta del Presidente della Repubblica, ma è evidente che la situazione è così complessa e complicata che se verificassi che la mia permanenza peggiorasse la situazione e che consentisse a ognuno di mascherarsi dietro gli alibi e di non affrontare e risolvere i problemi non ci metterei un attimo a tirare le conseguenze. Ma non penso che siamo in questa situazione".

Il premier non ha rinunciato a lanciare l'ennesimo appello ai partiti affinchè lascino fuori dal Parlamento le questioni personali e di parte, anche perchè aprire la crisi di governo senza aver varato una legge elettorale nuova significherebbe tornare alle urne con la probabilità che si riconfiguri lo stesso scenario frammentato che ha reso ingovernabile il paese dopo il voto di febbraio: "Richiamo tutti ad una responsabilità che il paese ci chiede. Con tre o quattro poli com'è adesso andare al voto con questa legge elettorale, vuol dire riconfermare al Senato a situazione di impasse".

Letta ha parlato anche della situazione economica, dei provvedimenti sull'Imu e dell'emergenza lavoro, rivendicando quanto fatto dal suo governo: "Non ne posso più di quelli che raccontano la falsità, che in questi 4 mesi ci siamo girati i pollici così e così. Oggi gli italiani avrebbero dovuto pagare la prima rata dell'Imu, oggi gli italiani non la pagano. Non c'è stato un cedimento ma un buon compromesso". E sul tema caldo della disoccupazione Letta ha spiegato che il governo vuole "spingere il lavoro a tempo indeterminato" con un incentivo per l'assunzione di giovani con contratti stabili, "perché il nostro paese è morto sulla precarietà". Sulla questione del finanziamento pubblico ai partiti, ha ricordato Letta, è stato presentato un disegno di legge ora al vaglio del Parlamento, ma se entro sei mesi non sarà approvato, l'esecutvo presenterà un decreto legge.

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