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Enrico Letta chiede verifica di governo ai partiti di maggioranza: "Il Pdl umilia l'Italia"

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UPDATE ORE 20.00. Da New York il premier Enrico Letta sferra un duro attacco agli alleati di governo del Pdl e conferma che la verifica parlamentare per l'esecutivo ci sarà: "Domani appena atterrato a Roma mi reco da Napolitano per un chiarimento su come andare avanti - ha detto il presidente del Consiglio in conferenza stampa all'Onu - Voglio decidere insieme a Napolitano le modalità. Voglio che tutto accada davanti ai cittadini, nel più breve tempo possibile". Letta si è espresso anche sulle dimissioni di massa annunciate dal Pdl, definendole "un'umiliazione per l'Italia". "La stabilità politica è necessaria per il nostro Paese" ha sottolineato il premier, aggiungendo di ritenere "assolutamente comprensibile il momento di profondo disagio e riflessione interna nel Pdl (...) ma da un muoia Sansone con tutti i filistei non ha da guadagnare Berlusconi, il Pdl e tanto meno l'Italia". Ai giornalisti che hanno chiesto ulteriori dettagli sui possibili scenari aperti dalla verifica di governo, Letta ha glissato: "Non parlo di dimissioni o di altra maggioranza, mi fermo qui. Voi correte troppo (...) Abbiamo tante scadenze, abbiamo bisogno di un governo che affronti i problemi. Io so dove andare e lo dirò in Parlamento".

Sarà il premier Enrico Letta a giocare la prossima mossa per verificare la tenuta delle larghe intese: dopo le minacce di dimissioni di massa da parte di parlamentari e ministri Pdl e l'ennesimo monito di Napolitano alle forze politiche della maggioranza, il presidente del Cosiglio sta valutandto la possibilità di una verifica di governo che potrebbe avvenire a breve, subito dopo il suo rientro a Roma da New York.

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L'ipotesi è stata rilanciata da fonti della maggioranza: il premier non sarebbe intenzionato ad andare avanti a tutti i costi, come ha più volte ribadito nelle ultime interviste, e potrebbe investire direttamente il Parlamento della responsabilità di confermare o meno il sostegno alle larghe intese. La verifica potrebbe anche realizzars in maniera diversa dal classico passaggio in aula, ossia con un chiarimento sulle prospettive dell'esecutivo da relizzarsi in Consiglio dei ministri ed in Parlamento. Ma nessuno esclude che Letta scelga la strada tradizionale, cioè quella di presentarsi alle Camere la prossima settimana con un voto, probabilmente su una risoluzione, da effettuarsi prima del 4 ottobre, giorno in cui la Giunta del Senato voterà sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Così Letta potrebbe parlamentarizzare una crisi di governo che finora si è vista nelle parole più che nei fatti, visto che la maggioranza ha quasi sempre retto in Aula, a parte qualche scivolone come quello sul disegno di legge contro l'omofobia. Ma più si avvicina il momento della verità per Berlusconi, più il governo risente dello scontro tra i partiti che lo sostengono, per non parlare del braccio di ferro su Imu e Iva che ha caratterizzato le ultime settimane.

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Quel che è certo è che secondo fonti dell'esecutivo, come riferiscono le principali agenzie di stampa, Letta è intenzionato a chiedere un'immediata verifica alle forze parlamentari della maggioranza. In queste settimane di grande preoccupazione per la stabilità economica del Paese, di ricerca affannosa di risorse per far quadrare i conti al Ministero dell'Economia, Letta si è ritrovato stretto tra le dimissioni firmate dai parlamentari Pdl in vista della decadenza di Berlusconi e i tentativi del Capo dello Stato di blindare un governo che non ha ancora varato una nuova legge elettorale. Di qui la necessità di scoprire le carte, anche a rischio di dover mettere sul tavolo le proprie dimissioni in caso la verifica abbia esito sfavorevole e nonostante, secondo le stesse fonti di governo, Letta ritenga che "l'idea di mettere tutto in discussione in questo momento è allarmante".

Le forze politiche della maggioranza non sembrano stupite della richiesta di chiarezza da parte del premier. Il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, in quota Pdl, ha fatto sapere che il governo Letta "non vuole sopravvivere" e che "la sua forza é quella di essere sostenuta consapevolmente da un'alleanza eccezionale di due forze", dunque "una verifica di questa forza potrebbe essere utile". Meno fiducioso il Pd: dalle parti del Nazareno c'è uno stato di allerta per la prospettiva di una verifica di governo. Il capogruppo dei Democratici alla Camera Roberto Speranza chiede "un chiarimento" sulla situazione, visto che la mossa di Letta potrebbe scompaginare tutto: secondo fonti parlamentari, i vertici del partito potrebbero tornare a chiedere a Letta di candidarsi alle primarie.

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