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Enrico Letta, consultazioni governo: Imu e ministri i nodi da sciogliere

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25 aprile lavorativo, per Enrico Letta. Il premier incaricato ha infatti condotto un serrato giro di consultazioni con i partiti per tastare e testare disponibilità ed eventuali difficoltà alla formazione del nuovo governo, al termine del quale ha affermato di essere soddisfatto: "Ho tratto da questa giornata lunga e intensa indicazioni molto utili e molto positive". Di più, secondo Il Corriere della Sera ai suoi avrebbe detto: "Siamo più vicini al traguardo".

Enrico Letta governo, i ministri: Chiamparino, Gelmini e Cancellieri nella rosa. Alfano vicepremier

Certo, la strada è lunga e presenta ancora diversi ostacoli, su tutti la questione Imu. Se Silvio Berlusconi infatti da una parte ha dichiarato: "Non dipenderà da una singola misura, ma dall'equilibrio complessivo degli interventi che verranno decisi", Angelino Alfano dall'altra ha ribadito che "senza la soluzione all'Imu è come immaginare la partecipazione al governo di una grande forza politica senza mantenere i rapporti di fiducia col proprio elettorato".

Tuttavia, l'intransigenza del segretario (sull'Imu come su altri punti) è stata oggetto di una telefonata tra Giorgio Napolitano e il Cavaliere in cui - stando a quanto riporta Repubblica - il Capo dello Stato ha messo in guardia Berlusconi da colpi di mano dell'ultimo minuto. Un monito che ha avuto come immediata conseguenza un breve colloquio tra lo stesso Cavaliere e Letta, con quest'ultimo che ha poi spiegato alla stampa che "è stata una telefonata di incoraggiamento durata 30 secondi".

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Altro nodo da sciogliere per il Presidente del Consiglio incaricato è quello dei ministri. Il Pdl preme per un governo "ultrapolitico", come scrive oggi Repubblica, con esponenti di primo piano del partito quali Renato Schifani, Renato Brunetta, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliarello e pure Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, mentre Letta propende per un esecutivo misto "50 + 50 di giovani politici ed esperti".

Il punto è, come ribadito ormai fino alla nausea da Alfano, che il Pd si è già 'aggiudicato' la presidenza della Camera e quella del Senato e, dunque, il Pdl chiede (con forza) più ministri del centrosinistra. Una condizione che però il neo-premier rigetta: stando agli ultimi rumors, infatti, Letta sta pensando a 4 ministri Pd, 4 Pdl e 2 di Scelta Civica, con i restanti 'outsider' della società civile, tecnici o esperti che siano. Su Economia, Interbi e Giustizia, inoltre, il Presidente del Consiglio incaricato non è intenzionato a trattare, riservandosi la scelta in sintonia con le 'indicazioni' dello stesso Napolitano: ovvero Giuliano Amato per il primo, Annamaria Cancellieri per il secondo e Paola Severino o Luciano Violante per il terzo.

Ad ogni modo, Letta si è preso la giornata di oggi per riflettere e sabato, ma come indicano in molti più probabilmente domenica, salirà al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la sua rosa di ipotesi al Capo dello Stato. A quel punto, lunedì si presenterà alle Camere per ottenere la fiducia e se come sembra la riceverà - nonostante l'opposizione dichiarata di Sel, M5S, Fratelli di Italia e Lega Nord - l'Italia dopo oltre 60 giorni avrà finalmente un governo. Anzi, un governissimo. Proprio quello che alla vigilia delle elezioni il Pd aveva giurato che non ci sarebbe mai più stato.

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