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Enrico Letta in Europa incassa l'appoggio della UE: "Più ottimista di quando sono partito"

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Si è concluso questa mattina, con il colloquio con il capo dell'esecutivo UE, Josè Manuel Barroso, il tour europeo di Enrico Letta, che in 48 ore ha incontrato i principali interlocutori dell'Italia all'interno dell'Unione: Angela Merkel, Francois Hollande e Herman Van Rompuy. Una serie di 'chiacchierate' che il premier ha voluto compiere per presentare se stesso e il nuovo governo, rinsaldare i rapporti tra il Belpaese e i partner europei e, soprattutto, sondare la disponibilità di questi ultimi a rinviare i tempi del pareggio di bilancio dell'Italia, previsto per il 2013.

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Missione tutto sommato riuscita, con il presidente francese Hollande che ha dato il suo cauto appoggio a Letta nei termini della promessa di un maggior impegno da parte dell'Unione a sostenere una politica di crescita e rilancio dell'economia e non solo di austerity e Von Rompuy e Barroso che hanno lodato l'impegno dell'Italia, pur ribadendo la necessità di "mantenere i conti in ordine", ma con Merkel che invece ha continuato a sostenere le posizioni intransigenti della Germania in fatto di politiche di risanamento dei paesi ad alto debito della zona euro.

Molto cordiale e "positivo" soprattutto l'incontro con Barroso, che ha detto di apprezzare il "forte impegno europeo" del neo premier, ribadendo che "la stabilità politica sta tornando a regnare in Italia" e che "ciò è una precondizione vitale per le riforme e per le misure indispensabili per la crescita" e dicendosi "molto fiducioso che l'Italia sarà in grado di uscire dalla procedura di deficit eccessivo".

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Aspetto quest'ultimo su cui Letta ha confermato l'impegno del nuovo esecutivo a "mantenere gli impegni assunti dal governo precedente con la Commissione", spiegando che presenterà "nei prossimi giorni i modi su come rispettarli", ma ribadendo allo stesso tempo a Barroso "quanto siano forti le speranze di combattere la disoccupazione giovanile, che è il vero incubo del nostro paese e dell'Europa". E in tema di lavoro, durante il colloquio con Hollande il premier ha confermato le indiscrezioni circolate in questi giorni di una modifica della Riforma Fornero in termini di una "minore rigidità", criticando anche parzialmente l'operato del precedente governo Monti, che "strozza" la produttività.

L'incontro tra Letta e Barroso si è quindi concluso con la speranza da parte del premier italiano di "un rapido avvio dell'Unione bancaria", per permettere "alle nostre imprese di ottenere denaro a tassi più bassi". Una richiesta che sembra essere stata accolta da Van Rompuy, che ieri ha confermato l'impegno della UE "a stare al fianco dell'Italia nel perseguimento del nostro impegno comune per superare la crisi economica e promuovere la crescita e l'occupazione, facendo del pieno uso della flessibilità esistente e mantenendo finanze pubbliche solide un obiettivo chiave" e che in definitiva ha fatto dichiarare al premier di essere "più ottimista di quando sono partito".

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