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Erri De Luca assolto al processo di Torino, 'il fatto non sussiste'. Lo scrittore: 'Impedita ingiustizia'

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Il fatto, cioè la presunta istigazione a delinquere dello scrittore accusato di sostegno indiretto ad attività “di stampo terroristico”, non sussiste: Erri De Luca, scrittore finito sotto processo per le parole espresse a favore del sabotaggio dei cantieri della Tav, è stato assolto dal tribunale della Repubblica presieduto dal giudice Immacolata Iadeluca.

De Luca alla sbarra, pm di Torino chiedono linea dura contro l'intellettuale No-Tav

Scongiurato, con la sentenza di oggi, il rischio di una condanna a 8 mesi di reclusione, pena richiesta dai pm piemontesi nei confronti dell’intellettuale napoletano diventato, proprio in virtù dell’azione legale intrapresa 10 anni fa dagli avvocati dell’azienda Ltf, un vero e proprio simbolo vivente della lotta contro il collegamento ferroviario per merci sulla tratta Torino-Lione.

Qualche ora prima della lettura del verdetto, Erri De Luca aveva pronunciato in aula un breve discorso incentrato sulla rivendicazione del diritto alla libertà di espressione garantito dall’articolo 21 della Costituzione e sulla convinzione della legittimità delle azioni di resistenza in Val di Susa contro la “sedicente linea ad Alta Velocità che va “intralciata e sabotata per legittima difesa di suolo, aria e acqua”.

(De Luca legge in aula a Torino un discorso prima della sentenza: "Sabotare è giusto")

Lo stesso scrittore di Napoli, 65enne politicamente impegnato e con alle spalle una militanza in prima linea nelle fila del gruppo extraparlamentare di estrema sinistra “Lotta Continua” negli anni Settanta, aveva manifestato totale disponibilità a subire in tutto e per tutto gli effetti di un’eventuale condanna penale senza tuttavia dichiararsi altrettanto pronto a “farsi censurare o ridurre la lingua italiana” dalla magistratura di Torino.

Un lungo applauso della delegazione di attivisti No-Tav presente in tribunale ha accolto intorno alle 13 la sentenza che ha assolto Erri De Luca dalle accuse degli inquirenti, mentre non si è fatto attendere pochi minuti dopo il commento dei legali dell’Ltf, intenzionati a non contestare la decisione di Immacolata Iadeluca pur nella convinzione che “nei momenti di tensione sociale anche gli intellettuali debbano rispettare alcuni limiti.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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