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Libia, dagli Usa arriva l'ipotesi esilio per Gheddafi

Per la prima volta da quando è partita la rivolta in Libia, il leader libico Muammar Gheddafi ha parlato ai media internazionali. Intervistato da Abc, Bbc e Sunday Times, il rais ha risposto all'ipotesi esilio ventilata dalla Casa Bianca. Se, infatti, Gran Bretagna e Nato stanno progettando di inviare aerei da guerra in Libia e armi ai ribelli per abbattere il regime del Colonnello, il presidente Usa Barack Obama, pur condannando le violenze e le repressioni, sembra esprimere una maggior cautela nei confronti di un intervento militare nel paese Nordafricano.

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Ai media internazionali Gheddafi ha detto che non lascerà mai la Libia. 'Tutto il popolo mi ama e morirebbe per proteggermi', ha affermato. Il Colonnello ha detto di essersi sentito tradito da alcuni Paesi occidentali con i quali aveva costruito relazioni negli ultimi anni e ha accusato questi Paesi di aver tentato di colonizzare la Libia. Nel corso dell'intervista Gheddafi ha spiegato di non aver mai ordinato di sparare sui manifestanti e ha negato di voler usare armi chimiche. 'Sono armi terribili - ha detto il Colonnello - non vedo come uno possa usarle contro i nemici, figuriamoci contro il proprio popolo'. Il rais, infine, ha invitato l'Onu e altre organizzazioni internazionali ad organizzare una missione in Libia.

I video di Muammar Gheddafi e degli scontri in Libia

Nel frattempo, intervistato dal quotidiano Il Messaggero, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando della crisi libica, ha detto: 'Siamo e saremo perfettamente in linea con quanto deciderà la comunità internazionale. Prima di decidere vediamo che cosa accade a Tripoli. In questo momento occorre molta cautela perché la situazione in Libia è in continua evoluzione. Qualunque sarà il governo che i libici vorranno darsi, questo manterrà un rapporto con l'Italia, con il suo popolo e le sue imprese'.

E, a proposito dell'ipotesi esilio per Gheddafi, il premier ha affermato: 'Procederemo in stretto contatto con Bruxelles e Washington. Prima di decidere vediamo cosa accade a Tripoli'. Berlusconi ha poi sottolineato: 'L'Italia deciderà in stretta sintonia con l'Unione Europea, la Nato e l'Onu. Abbiamo molti interessi nell'area oltre ad essere anche geograficamente molti vicini alla Libia. Noi siamo amici del popolo libico e io ho chiesto personalmente perdono al popolo libico, parlando al parlamento libico, per ciò che avevano fatto i nostri predecessori nel tentativo di sottomettere quel popolo. Noi abbiamo avuto il coraggio di prendere le distanze dal nostro passato colonialista'.

Mentre in Libia continuano gli scontri tra oppositori e fedeli a Gheddafi, l'Unione europea ha adottato, con una decisione unanime del Consiglio, un pacchetto di sanzioni contro il regime del Colonnello. Tra le sanzioni l'embargo sulle armi e il divieto di viaggiare nell'Unione. Nel fine settimana, inoltre, l'Ue potrebbe convocare un vertice straordinario proprio sulla crisi libica, così come richiesto dal presidente francese Nicolas Sarkozy.

 (foto © LaPresse)

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