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Estorsione a Berlusconi, fissate quattro possibili date per l'audizione

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Ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe dovuto incontrare il capo della procura di Napoli Giandomenico Lepore (leggi la notizia) in merito alla vicenda relativa alla presunta estorsione che lo vede parte lesa e in seguito alla quale è finito in carcere l'imprenditore pugliese Giampaolo Tarantini, ma un viaggio a Bruxelles e Strasburgo glielo ha impedito (leggi la notizia). Al suo posto è stato ascoltato, come persona informata sui fatti, l'avvocato del premier Niccolò Ghedini.

Tarantini aveva fatto mettere a verbale che la 'persona in assoluto più vicina al presidente del Consiglio è l'onorevole Ghedini. Quindi credo che quando Berlusconi faccia determinati conti o cose, Ghedini sappia'. Lo storico avvocato del premier ha detto che si tratta solo di 'supposizioni' e poi ha affermato: 'Non mi sono mai occupato della contabilità personale del presidente Berlusconi'. Aggiungendo: 'E' fisiologico che un avvocato penalista possa essere avvisato dal proprio cliente di una richiesta estorsiva. Così non è stato. Ma anche se tale notizia mi fosse stata comunicata, nulla di illecito o di deontologicamente scorretto potrebbe prospettarsi'.

La procura di Napoli però non si arrende e ha fissato quattro possibili date per l'audizione di Berlusconi, dal 15 al 18 settembre. E il capo della procura ha spiegato: 'La memoria difensiva non basta. Nessun cittadino si può sottrarre a suo piacimento ai magistrati'. L'atto di citazione parla chiaro, affermando che la testimonianza del premier è 'rilevante perché si tratta di un procedimento con persone detenute e avrà un peso significativo anche sulle decisioni che la stessa procura prenderà nei prossimi giorni, sia riguardo a Tarantini sia alla moglie'.

Nel frattempo i deputati Pdl Enrico Costa e Manlio Contento hanno presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma con cui contestano alla procura di non essersi accontentata della memoria difensiva presentata dal premier. Non solo. I parlamentari hanno anche sostenuto che i pm hanno sollevato dal segreto professionale i difensori di uno degli indagati, l'imprenditore Tarantini, con un decreto. A tal proposito si legge nell'interrogazione: 'Se quest'ultima circostanza risultasse confermata ci si troverebbe di fronte ad una palese violazione del diritto'. Il ministro della Giustizia ha fatto sapere che disporrà ulteriori accertamenti.

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