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Eutanasia, riaperto il dibattito

Dopo il disperato appello mandato al Presidente Napolitano da Piergiorgio Welby, malato di distrofia che qualche giorno fa ha chiesto di poter morire con l'eutanasia, il mondo politico si confronta e riapre il dibattito su una questione piuttosto controversa.
La risposta di Napolitano in cui si dichiara "disponibile a riflettere sul tema", ha lasciato uno spiraglio di speranza per Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, e contemporaneamente ha sollevato le reazioni del mondo politico e scientifico.

Marco Pannella (Radicali) e Umberto Veronesi si sono dichiarati favorevoli all'eutanasia, motivando così il loro pensiero:

Pannella:
Sappiamo che l'eutanasia clandestina è praticata in diversi ospedali italiani, esistono molti sistemi per farlo. Il problema è che, per colpa della Chiesa,sull'eutanasia non si è aperto il dibattito nel nostro paese e non si tiene conto dell'opinione di molto cittadini.

Veronesi:
L'eutanasia è un atto di carità. Un atto di giustizia. Uno Stato che non accetta l'eutanasia è sostanzialmente uno Stato oppressivo. Perchè non accetta un principio fondamentale di libertà: quello dell'autodeterminazione. Cioè che la vita ci appartiene.

Nettamente contrari invece sono Franco Marini, presidente del Senato e i Popolari-Udeur:

Marini:
Per quanto mi riguarda la parola eutanasia non c'è, non ha spazio, io credo seriamente nel dibattito politico del nostro paese. E ha aggiunto che si può lavorare» nella direzione del testamento biologico.

Udeur:
Comprendiamo la vicenda di Welby, comprendiamo le sue parole dettate dal difficile momento che sta attraversando, ma rimaniamo contrari all'eutanasia. Questa nostra posizione nasce da un principio morale che sta alla base della nostra politica: un uomo non può togliere la vita a un altro uomo.

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