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Expo 2015, il video dello scambio tra Maltauro e Cattozzo. Spuntano i nomi di Berlusconi, Maroni e Letta

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L’ombra delle tangenti e della corruzione sul grande evento internazionale dell’Expo 2015 di Milano. Un vero e proprio sistema, giornalisticamente già ribattezzato cupola, starebbe condizionando la regolarità dell’intera macchina organizzativa coordinata da tecnici e politici di vario livello, facendo pericolosamente tornare indietro le lancette della storia di 30 anni circa, ai tempi di Tangentopoli.

Milano: con l'Expo 2015 più di 61.000 posti di lavoro

Imprenditori, manager e uomini di partito, stando a quanto emerso finora dall’inchiesta della Procura milanese, avrebbero messo in piedi un sodalizio di affari in spregio ad ogni legge sul corretto svolgimento di lavori pubblici e delle assegnazioni di contratti e appalti, come dimostrato da una mole consistente di intercettazioni e da qualche video di inequivocabile valore probatorio.

Grazie al filmato catturato dagli investigatori per mezzo di una telecamera nascosta, lo scambio di una tangente al termine di un colloquio tra due personaggi (Enrico Maltauro e Sergio Cattozzo) poco conosciuti ma molto attivi sul fronte dell’Expo, è stato immortalato con sufficiente chiarezza, portando un contributo determinante alle indagini della magistratura.

Le manette sono scattate a circa 8 mesi di distanza dall’acquisizione delle conversazioni scottanti intercettate dalla Guardia di Finanza di Milano, mentre il resto delle prove e dei riscontri incrociati è stato accumulato negli ultimi mesi, fino ad accertare mazzette e manovre sporche per diverse centinaia di milioni di euro.

Nei guai, oltre ad esponenti non di primo piano della politica nazionale, come il senatore forzista Luigi Grillo, l'ex Dc Gianstefano Frigerio e il segretario dell’Udc di Genova Sergio Cattozzo, i quali secondo quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare si sarebbero spartiti una tangente di 600mila euro, ma anche il redivivo Primo Greganti (figura storica del Pci-Pds) coinvolto a pieno nella sospetta nuova Tangentopoli, potrebbero finire alcuni big dei partiti di destra e di sinistra finora solo sfiorati dal polverone che rischia di travolgere il grande evento di Milano 2015.

I nomi di Roberto Maroni, Silvio Berlusconi, Cesare Previti e Gianni Letta, circolati in queste ore in quanto menzionati nelle carte dell’inchiesta come persone contattate da soggetti inquisiti e/o arrestati per gli affari illeciti sotto la lente dei giudici, non risultano comunque iscritti nel registro degli indagati e quindi almeno per il momento restano al di fuori del raggio d’azione della Procura.

Mazzette per l'Expo 2015: il video che incastra Cattozzo e Maltauro

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