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Fabio Fucci, sindaco di Pomezia nella bufera: 2 menu diversi a mensa per i bambini

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La scelta del menu differenziato per la mensa scolastica dei bambini dell’asilo e delle scuole comunali di Pomezia è diventata in poche ore un caso politico scottante, di rilievo nazionale.

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Un’accusa, quella piovuta sulla testa del sindaco in carica, il giovane esponente dei 5 Stelle Fabio Fucci, piuttosto pesante e destinata ad essere ripresa a tamburo battente dagli avversari politici del Movimento di Beppe Grillo, Partito Democratico e Sel in primis.

Discriminazione e diseguaglianza sociale” sono le espressioni più usare dai consiglieri dell’opposizione di centrosinistra, decisi a dare battaglia in merito alla decisione di creare 2 differenti opzioni di pasto per i bimbi degli istituti cittadini. Pomo della discordia, il dolce offerto come pietanza aggiuntiva da fornire a merenda agli alunni che ne facciano richiesta, dietro pagamento di 40 centesimi in più rispetto al prezzo base del menu.

Secondo Fabio Fucci si tratterebbe di una semplice integrazione dei pasti, richiesta dalle famiglie e ratificata dall’amministrazione locale senza opporsi all’indicazione dei diretti interessati (i genitori), ma sono in tanti oggi a chiedere un immediato ripensamento del sindaco su una decisione che rischia di danneggiare i bambini provenienti da nuclei familiari disagiati.

Determinatissimi nella denuncia dello “scandalo” al Comune di Pomezia i rappresentanti del Pd Raffaele Ranucci e Valeria Fedeli, sul piede di guerra contro la logica “discriminatoria” usata dal primo cittadino del M5S nei confronti dei più piccoli in materia di accesso alla mensa scolastica.

Immediata e secca la replica dell’amministratore 5 Stelle, eletto l’anno scorso a sorpresa alle elezioni comunali di Pomezia e forte di una investitura popolare tanto chiara quanto condizionata al rispetto degli impegni presi con l’elettorato: “Tutti i bambini mangeranno la stessa cosa, l’unica differenza sta nella merenda, come richiesto dai genitori che volevano un menu corposo e uno più leggero. Dove sarebbe la discriminazione?” ha argomentato Fucci per respingere le accuse dell’opposizione, non senza alludere al tempismo sospetto di una polemica nata a pochi giorni dal voto per le Europee.

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