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Fabio Tortosa e il post sulla Diaz, le reazioni di Alfano e Renzi: "Faremo chiarezza, presto reato di tortura"

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A pochi giorni dalla sentenza della Corte Europea, che ha condannato l'Italia per le note vicende di Genova 2001 e il mancato riconoscimento in sede legislativa del reato di tortura, la ferita della Diaz rimane aperta così come il dibattito su diritti e doveri della polizia.

Torture al G8 del 2001, Orfini chiede le dimissioni di De Gennaro da Finmeccanica

Da ieri, un contributo non certo indolore alla discussione è arrivato dall'iniziativa di un agente, Fabio Tortosa, uscito allo scoperto con un lungo post su Facebook carico di orgoglio per l'appartenenza al “VII Nucleo” della Celere, protagonista dell'assalto alla scuola dove 93 ragazzi vennero “puniti” dagli uomini del Reparto mobile in quanto sospettati di far parte dei black block.

Dure le parole usate dal 42enne romano contro i manifestanti, in particolare nei confronti di Carlo Giuliani, definito “una merda” e insultato in successivi messaggi dai commentatori sul social network, mentre all'insegna del disprezzo più netto sono i passaggi sui nemici dell'Italia” scesi in strada in occasione del G8 nell'estate del 2001.

Forte indignazione per le esternazioni di Tortosa è stata espressa pubblicamente dal ministero dell'Interno e dalla stessa Polizia di Stato poche ore dopo la pubblicazione del post inneggiante al blitz della Diaz su Facebook.

Il numero 1 del Viminale Angelino Alfano ha promesso rigore e celerità” nell'accertamento di eventuali responsabilità sia dell'autore del messaggio che dei commentatori, alcuni dei quali forse colleghi del poliziotto del settimo nucleo di Roma.

(Tortosa si difende dalle critiche dopo il post sul blitz alla scuola Diaz di Genova)

Dai vertici delle forze dell'ordine potrebbero arrivare presto severe sanzioni nei confronti di Fabio Tortosa, che comunque dopo mezza giornata di polemiche aveva rimosso i contenuti incriminati dal profilo personale.

Chiara la linea del Dipartimento di Pubblica Sicurezza a riguardo: "Vi saranno accertamenti e conseguenti procedure disciplinari, laddove l'autorità giudiziaria non avesse ravvisato eventuali profili di rilevanza penale".

“Sono stato frainteso, non capisco le critiche e mi posso scusare con la famiglia Giuliani, comunque a torturare gente nella scuola non siamo stati noi del Reparto mobile ha precisato successivamente il poliziotto finito al centro delle polemiche per le frasi al vetriolo scritte sul social network seguenti alla sentenza dei giudici di Strasburgo.

Sul “tema molto complesso” della condotta degli agenti è intervenuto in prima persona anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intenzionato a proseguire sulla strada dell'istituzione del reato di tortura nel codice penale in risposta alla condanna dell'Italia in Europa, ma fermo nella difesa della Polizia e di chi, come Gianni De Gennaro, rischierebbe di diventare un “facile capro espiatorio dei fatti di Genova.

“Non è stata fatta chiarezza sulle responsabilità politiche del G8 ha argomentato il leader del Pd in un'intervista concessa a un'emittente ligure, smarcandosi da colleghi di partito più critici rispetto all'attuale capo di Finmeccanica senza sbilanciarsi sul caso specifico di Tortosa.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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