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Facci: "La Carfagna è il punto di non ritorno"

Ce l'hanno ancora con lei. Il nuovo "attacco" al ministro Carfagna arriva da un giornalista avvezzo ai toni forti, Filippo Facci. Dalle pagine della rubrica "Destri" sul quiotidiano "il Riformista" di Antonio Polito, l'irascibile divoratore di talkshow ha sferrato un dritto, forse in lieve ritardo rispetto a tanti altri, al "fenomeno Mara".

Scrive Facci: "Mara Rosaria Carfagna dovrebbe dimettersi perché tutto sommato è un danno per il governo cui appartiene". "Il ministro per le Pari opportunità rappresenta il punto di non ritorno per un elettorato cui puoi propinare quasi tutto ma non tutto. Ha cominciato a fare politica nel 2006 e a metà del 2008 è diventata ministro: è troppo, punto".

Basterebbe questo, forse, per abbattere il morale della bella ministro ma i colpi in questi giorni, dopo le ipotesi che rintracciavano nella Carfagna i "lineamenti" della "ministra di Silvio", arrivano anche da altri lati. Dopo Donadi (Idv) che si era chiesto: "Se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no?", Di Pietro ha puntualizzato: "Sarebbe immorale se il presidente del Consiglio avesse nominato ministro una persona per ragioni diverse da quelle politiche, il gossip politico fa male anche agli interessati, ma soprattutto ai coniugi degli interessati". Se si tiene conto della enorme stima che il premier ha sempre espressamente manifestato per la Carfagna ("Se non fossi già sposato con Veronica la sposerei subito) siamo a tre colpi in pochi, pochissimi giorni verso un bersaglio, forse, fin troppo facile da attaccare.

Mara si tira fuori: "Non mi occupo di intercettazioni, di gossip, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero".

A difendere l'amica Carfagna ci pensa invece, prontissima, Alessandra Mussolini, forse anche in nome della battaglia "pro-prostituzione casalinga" combattuta di recente con il ministro delle pari opportunità: "Ricordo più di un ministro per le Pari opportunità che scippava i disegni di legge a noi parlamentari. Noi studiavamo, e quelle si pigliavano gli applausi. Mara no. Ci ascolta, è umile. E poi fare il ministro è come fare la mamma: all'inizio non sai fare nulla, ma giorno dopo giorno impari".

Daniela Santanchè, infine, afferma lapidaria e sempre elegante: "Se una cretina arriva in un posto importante c'è vera parità. Non dico che la Carfagna sia cretina ma se lei è inadeguata lo sono anche tanti ministri uomini".



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