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Fassina lascia il Pd: l'annuncio in conferenza stampa "Renzi rappresenta Marchionne"

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Stefano Fassina esce dal Pd. E non è certo un fulmine a ciel sereno. Da mesi, infatti, l'ex viceministro dell'Economia aveva manifestato la possibilità di lasciare il Partito democratico a causa della mancata condivisioni dei provvedimenti del governo Renzi. L'annuncio del suo addio ai dem era arrivato ieri, durante l'incontro in un circolo di Roma. Poi nella mattinata era stato parzialmente smentito, ma in una conferenza stampa alla Camera è stato ribadito. Anche la deputata Monica Gregori lascerà il gruppo del Pd a Montecitorio.

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"Nel circolo Pd di Centocelle ho con sofferenza lasciato il Pd. L'ho fatto ieri in un circolo di periferia perchè lì stanno le mie radici", ha spiegato. Stefano Fassina ha ripercorso, a grandi linee, le tappe del suo allontanamento dal Partito democratico: "La scuola è solo l'ultimo passaggio di una vicenda, dopo la delega lavoro e il cosiddetto Jobs Act, non abbiamo condiviso le riforme costituzionali e la legge elettorale". Tuttavia sulla riforma della scuola, l'ex viceministro sottolinea che "servivano quattro correzioni profonde per migliorarlo e questo non è avvenuto. Si è messa la fiducia, chiudendo ogni possibilità di dialogo. Si è voluta fare l'ennesima forzatura".

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Per quanto riguarda il suo futuro, Stefano Fassina ha evidenziato di voler lavorare a una sinistra di governo con "un'agenda alternativa". Gli interlocutori saranno Pippo Civati, Luca Pastorino, che hanno appena presentato il progetto 'Possibile', e Sergio Cofferati: "Con loro ci ritroveremo per avviare un percorso politico sui territori, plurale, che possa raccogliere le tante energie che sono andate nell'astensionismo". Confronto aperto con la coalizione sociale di Maurizio Landini, "che non vuole fare un partito", ha ricordato l'ex viceministro.

Nella fase finale del suo ragionamento, non poteva mancare un affondo verso la gestione Renzi del Pd. "Il partito si è riposizionato anche in termini di interessi che vuole rappresentare: è sempre più attento all'establishment, a Marchionne, agli uomini della finanza internazionale che invadono le amministrazioni pubbliche, è subalterno a una politica economica che non funziona".

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