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Favia torna su La7: "Grillo conta quanto me. Rispondo solo ai cittadini"

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Giovanni Favia torna sulla scena del delitto: a La7, dove è andato in onda il suo sfogo contro Gianroberto Casaleggio accusato di annientare la democrazia nel Movimento 5 Stelle, il consigliere regionale grillino ha scelto di nuovo la tv per spiegare la sua versione dei fatti. A quattro giorni dallo scoop di Piazzapulita, rimediato con telecamere e microfoni nascosti, Favia si fa intervistare da Lilli Gruber a Otto e mezzo: la giornalista esordisce subito indicandolo come l’uomo che “ha scatenato l’ira di Dio” e non ha tutti torti. Dopo aver incassato la smentita stizzita di Casaleggio sul suo presunto strapotere nel Movimento e l’invito poetico di Grillo (citando De Andrè) a guadagnare l’uscita, Favia spiega di credere ancora nel progetto 5 Stelle e di avere posto un problema serio e concreto.

Favia, dichiarazioni shock: "Nel Movimento 5 Stelle la democrazia non esiste"

Il consigliere non ci sta ad essere “trattato come un Giuda”, ma non rinnega le sue accuse, semmai si rimprovera l’eccessiva imprudenza e toni e modi sbagliati. Però l’assenza di democrazia denunciata al cronista di Piazzapulita esiste e va affrontata: "Non posso nascondermi. Ho detto quelle cose in un momento di amarezza e di grade stress emotivo. Ma la sostanza c'è". E la sostanza è che il Movimento è sì un esempio di democrazia diretta sul territorio, attraverso le liste civiche, ma “a livello nazionale ci sono delle pecche”. Questo perché la promessa di quel 4 ottobre 2009 di costruire insieme il programma politico, quando il simbolo del Movimento 5 Stelle venne presentato a Milano al teatro Smeraldo, non si è mai avverata.

Ma perché non denunciare pubblicamente il malessere interno al Movimento? Favia dice di essersi rivolto a Grillo, ma di non avere ricevuto risposta: "Avevo fatto presente mie perplessità a Grillo, ma lui aveva paura che ci trasformassimo in partito". Il consigliere regionale emiliano sostiene di non aver avuto contatti né con Grillo né con Casaleggio dopo la trasmissione del suo fuori onda, perché non gli hanno risposto al telefono. E si mostra dispiaciuto per il polverone sollevato, sporattutto nei confronti della base del Movimento (anche se da alcuni si sarebbe aspettato un po’ di sostegno). Di Casaleggio parla come di una persona onesta, che non sceglie i candidati, ma che si è opposto a qualunque tentativo di migliorare democraticamente il Movimento. Paradossalmente, le parole più dure di Favia sono proprio per Grillo.

Alle ripetute rihieste della Gruber di lanciare un appello in diretta al comico genovese, Favia risponde picche. E non si piega all’autorità del capo: “Grillo è intelligente, ho grande stima di lui e gli devo molto, ma anche lui deve molto a tutti noi del Movimento (…) Non voglio parlare con Grillo: lui conta uno, come me. Voglio rivolgermi ai cittadini per costruire un percorso nazionale”.

Giovanni Favia a "Otto e mezzo": guarda il video

Attenzione, però, nessuna candidatura in vista per lui, anzi: Favia si dice pronto alle dimissioni, purchè non siano imposte dall’alto ma decise dai cittadini. "Sono un consigliere regionale, rassegno le mie dimissioni ogni 6 mesi in assemblee pubbliche e chiedo la riconferma agli elettori. Quindi decideranno loro". E sulle parole di Grillo che suonano come un’espulsione, il consigliere ribatte: "Non penso che mi cacceranno. Sono qui a rivendicare ruolo più centrale dei cittadini nella costruzione nazionale del Movimento 5 Stelle (…)Vogliono tagliarmi la testa? La mia é sul tavolo dei miei elettori".

Le reazioni del Movimento alla denuncia di Favia

Poi le note più personali: Favia racconta il dolore di aver visto una confidenza privata sbattuta di fronte a 2 milioni di telespettatori e ripresa da tutti i media, “un’umiliazione” l’ha definita, di cui si dice pronto a pagare le conseguenze, ma auspicando che si apra un dibattito serio sulla democrazia interna al Movimento. E proprio ai tanti militanti appassionati sono rivolte le sue scuse per aver messo tutti alla mercè di critiche ingiuste: “chiedo scusa per aver urtato la sensibilità di chi crede nel Movimento 5 Stelle”. Poi la citazione di De Andrè che fa da contraltare a quella con cui Grillo lo invita ad andarsene: “De André che diceva dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori, a noi di letame in questi giorni ne è arrivato tanto. Io pagherò, ma quello che è successo può essere utile per il futuro”.

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