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Federica Salsi a Otto e mezzo: "Nel Movimento 5 Stelle decidono Grillo e Casaleggio"

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Fresca di espulsione dal Movimento 5 Stelle, Federica Salsi torna sul luogo del delitto: la consigliera comunale bolognese racconta la sua versione dei fatti su La7, ospite del programma Otto e mezzo di Lilli Gruber, che a suo tempo intervistò anche Giovanni Favia all'indomani del famoso fuorionda sulla democrazia interna trasmesso da Piazzapulita.

Federica Salsi a Otto e mezzo: guadda il video

Il luogo del delitto, per la Salsi, è la tv. Perchè proprio da una sua ospitata a Ballarò è nata la polemica interna ai 5 Stelle che è culminata nella cacciata di Grillo. A Otto e mezzo si toglie qualche sassolino dalla scarpa: ormai la sua carriera nel Movimento 5 Stelle è finita e non è detto che sia un male. "Un po' sono sollevata", dice alla Gruber che le chiede come abbia reagito all'espulsione, perchè negli ultimi mesi, in vista delle elezioni politiche, le fratture sono diventate insanabili. "Il movimento ha preso una piega diversa rispetto a quella originaria - lamenta la Salsi - Se uno differisce da quello che dice il blog di Grillo non va bene e viene allontanto".

Favia e Salsi espulsi dal Movimento 5 Stelle

La Salsi spiega che c'è un'evidente distanza tra chi gestisce il Movimento e gli attivisti che lavorano sul territorio, tra chi fa business e chi fa politica. Casaleggio e Grillo gestiscono il blog, il marchio e tutto ciò che riguarda il Movimento in maniera del tutto autoritaria, senza rendere conto alla base e senza accettare alcuna forma di dissenso: "Non mi aspettavo questa esclusione, pensavo che un movimento nato dai cittadini venisse portato avanti dalla base e non da due persone, come Grillo e Casaleggio che decidono chi sta dentro e chi sta fuori (...) Noi abbiamo aderito credendo di poter cambiare le cose, ma a quanto pare l’impegno non va bene se non si è d'accordo con Grillo e con il blog".

Il video-editto di Beppe Grillo ai dissidenti

A Ballarò ci tornerebbe, perchè mossa dalla semplice volontà di far conoscere il Movimento e non da una forma di vanità personale. Anche perchè, spiega la Salsi, la realtà 5 Stelle non è fatta solo di Grillo che attraversa lo Stretto di Messina, ma soprattutto del lavoro dei militanti a livello locale: "Da una parte c’è Grillo che sbraita nelle piazze, dall’altra ci sono le persone che entrano nelle istituzioni per fare del loro meglio e migliorarle". Il commento maschilista di Grillo sul talk show come punto G l'ha vissuto come fortemente inopportuno ed offensivo: "Forse, se al mio posto ci fosse stato un uomo, non lo avrebbe detto".

Il problema fondamentale del Movimento 5 Stelle, secondo la Salsi, è che non si è voluto dare vita ad un percorso politico davvero orizzontale e democratico: "Chi dissente è messo ai margini. Grillo dice di essere democratico ma non accetta le posizioni divergenti, c'è una contraddizione - dice la Salsi commentando il video-editto postato da Grillo sul blog - Tante persone hanno paura di esprimere il loro disagio nel Movimento". La Salsi insinua, senza troppi giri di parole, che a Grillo non interessi più di tanto l'aspetto politico del Movimento: "Grillo cerca numeri, più è visto e più la pubblicità crea un valore, forse è questo l’obiettivo di Grillo (...) Quanto si guadagna e quanto paga la Casaleggio per tenere in piedi il blog non lo sappiamo". Paradossalmente, spiega la Salsi, "i partiti tradizionali sono più controllabili dai cittadini rispetto al M5S".

Secondo la Salsi il Movimento va incontro alle prossime elezioni senza aver preparato un programma realmente condiviso. E' Grillo a decidere i contenuti delle battaglie 5 Stelle: "La cosa che teme è la partecipazione. La piattaforma decisionale democratica non è stata ancora messa su. Il Moviemnto è nato intorno a temi circostritti e altre tematiche per lui sono pericolose: i diritti delle donne, l’aborto e così via. Tutto il programma doveva essere costruito insieme, non è stato così". Ma soprattutto, si rischia di mandare in Parlamento persone preparate tecnicamente, ma con una conoscenza scarsa o nulla di cosa voglia dire fare stare in aula e legiferare: "Ci sono molte persone competenti, ma senza alcuna formazione politica", denuncia la Salsi.

Dopo l'espulsione continuerà a fare la consigliera comunale. Tentata dal Pd? "Intendo terminare il mio mandato al comune di Bologna - risponde la Salsi - poi in futuro si vedrà: ho il mio lavoro (in un'azienda che si occupa di pubblicità, ndr)". E se avesse davanti Beppe Grillo, cosa gli direbbe: "Lo saluterei in modo cordiale e me ne andrei per la mia strada".

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