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Femminicidio, decreto approvato dal governo: arresto per stalking e via da casa i coniugi violenti

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"Stamani consiglio dei ministri approva il decreto che contiene le nuove norme di contrasto al #femminicidio. L'avevamo promesso. Lo facciamo". Con questo tweet Enrico Letta ha annunciato la volontà del governo di dare seguito alla serie di provvedimenti contro la violenza di genere e dopo circa due ore di riunione a Palazzo Chigi è arrivata la conferma: il decreto legge per combattere il femminicidio è stato approvato dall'esecutivo.

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Dopo aver rivolto un "grande ringraziamento al ministro Josefa Idem, che ha iniziato questo lavoro", il premier in conferemza stampa ha dichiarato di essere "molto orgoglioso che il nostro governo abbia deciso questo intervento", che darà "un chiarissimo segnale di contrasto e di lotta senza quartiere" alla violenza di genere.

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Il ministro dell'Interno Angelino Alfano è quindi intervenuto per illustrare il decreto legge, le cui "norme hanno tre obiettivi: prevenire violenza di genere, punirla in modo certo e proteggere le vittime". L'arresto "in flagranza per i maltrattamenti e per lo stalking" diventa così obbligatorio, ha spiegato Alfano, aggiungendo che "alle forze di polizia viene data la possibilità di buttare fuori di casa il coniuge violento, se c'è un rischio per l'integrità fisica della donna". Per i soggetti stranieri che subiscono violenza è stata introdotta inoltre la possibilità di fare richiesta del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Per quanto riguarda le pene, se alla violenza assiste un minore e se la stessa è perpetrata da coniuge, anche se separato, e dal compagno, anche non convivente, o nei confronti di una donna in gravidanza, è previsto un inasprimento di un terzo. "Stesso discorso varrà anche per il reato di stalking", ha sottolineato il titolare dell'Interno.

Dal punto di vista della tutela delle vittime, "una volta che è stata fatta la querela, quella querela è irrevocabile", ha detto Alfano, spiegando che si tratta di un modo per sotrarre la donna "al rischio di una nuova intimidazione tendente a farle ritirare la querela", come spesso accade "per proteggere i figli", ha sottolineato il ministro Anna Maria Cancellieri. Inoltre, "i tribunali potranno adottare delle 'corsie preferenziali' per l'esame delle cause riguardanti i maltrattamenti" ed è stato introdotto il "gratuito patrocinio per le vittime di violenza, a prescindere dal reddito". Ma non solo: "Spesso la vittima prima non sapeva che fine facesse il processo a carico del colpevole", ha detto Alfano, aggiungendo che invece "ora deve essere continuamente informata sull'iter del processo". Da ultimo, "quando a un processo di questo tipo è prevista la testimonianza di un minorenne o di un maggiorenne vulnerabile, questa persona sarà protetta", ha concluso il ministro, aggiungendo che medesima garanzia di anonimato sarà data a chi sente o sa di una violenza in corso e decide di segnalarla alla polizia.

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