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Ferrara contro Travaglio e Mentana: rissa e insulti a Bersaglio Mobile su Berlusconi assolto al processo Ruby

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Prevedibile lo era eccome: il rischio che con un parterre del genere la discussione finisse in rissa un esperto di tv come Enrico Mentana non poteva non averlo considerato. A Bersaglio Mobile, nella puntata speciale dedicata all'assoluzione di Berlusconi in secondo grado nel processo Ruby, è andata in scena una replica dello scontro di un anno fa, quando Ferrara abbandonò lo stesso programma promettendo che non vi sarebbe mai più tornato.

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Invece, nella giornata della sentenza d'appello di Milano, il direttore del Foglio ha accettato l'invito di Mentana a commentare la notizia clamorosa dell'assoluzione dell'ex premier dalle accuse di concussione e induzione alla prostituzione minorile. Insieme a lui, Lorella Zanardo, autrice del documentario Il corpo delle donne, i giornalisti Corrado Formigli, Marco Ferrante e Marco Travaglio. E nonostante le premesse pacifiche ("Non sono qui per litigare" ha assicurato Ferrara), è stata subito lite. Prima con Corrado Formigli, che avrebbe fatto un'informazione voyeristica e menzognera con la sua trasmissione Piazzapulita, poi con Lorella Zanardo, che avrebbe etichettato tutte le protagoniste del Rubygate come "puttane".

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Ma lo scontro ha raggiunto l'apice con Marco Travaglio: collegato dalla Sicilia, il condirettore del Fatto Quotidiano ha spiegato perché la sentenza di Milano, pur "certamente sorprendente", ha una precisa ragione giuridica. Se per quanto riguarda il reato di prostituzione i giudici devono aver fatto valere la mancanza di una prova regina che certificasse inconfutabilmente la conoscenza della minore età di Ruby da parte di Berlusconi, per la concussione è intervenuta la Legge Severino a "cambiare in corsa le regole del gioco".

Riformando il reato, il testo ha distinto la concussione per costrizione (l’abuso dei poteri o della qualità di il pubblico ufficiale per ottenere per sé o per altri dei vantaggi) dalla semplice "induzione a promettere utilità", un reato minore che per verificarsi presuppone un vantaggio indebito da parte del concusso (nel caso Ruby, il capo di Gabinetto Ostuni destinatario della famosa telefonata in Questura con cui Berlusconi chiese l'affidamento della minorenne a Nicole Minetti). Non potendo imputare a Berlusconi la prima fattispecie di reato perché non c'è stata violenza nelle chiamate notturne in Questura, i giudici non hanno nemmeno potuto derubricare il reato all'induzione così come formulata dalla Severino e delimitata dall'interpretazione delle Sezioni Unite della Cassazione, in quanto Ostuni non ha ottenuto alcun vantaggio indebito rilasciando la ragazza su richiesta dell'allora premier. L'analisi di Travaglio è precisa: "La partita è cominciata con una regola e poi la regola è stata cambiata dallo stesso giocatore Berlusconi, insieme al Pd, scardinando il reato di concussione in una legge che paradossalmente doveva combattere la corruzione. Cambiando la legge è sparito il reato: c'era quando è stato commesso, poi l'hanno scoperto e il reato è cambiato. C'era Penati del Pd nella stessa condizione: una mano lava l'altra (...) Lo stesso Coppi non ha detto che non è successo nulla, i fatti che abiamo raccontato in questi esistono eccome, ma sono riusciti canbiando la legge a farla fare franca ad uno che una volta si faceva le leggi da solo, stavolta si è fatto votare la legge anche dai suoi presunti avversari".

Rissa Ferrara-Travaglio a Bersaglio Mobile: il video

Al discorso molto tecnico di Marco Travaglio, che ha provato a spiegare le ragioni giuridiche alla base della sentenza d'appello in attesa di averne conferma nelle motivazioni, Ferrara ha risposto buttandola in rissa: "Formigli tu e Travaglio avete lo stesso problema stasera, siete mosci: Travaglio fa il solito schemino della legge votata per salvare Berlusconi". Gli ha replicato Marco Travaglio: "Ma se la legge se l'è votata da solo! Ignorante!". E via allo scontro a suon di insulti: "Ma stai zitto! Ti pulisco lo sgabello, quello su cui hai messo il tuo culetto, sei l'uomo più sputtanato d'Italia dopo Berlusconi" ha attaccato Ferrara, ricordando il celebre episodio con Berlusconi a Servizio Pubblico. "Tu lo sgabello lo avresti sfondato - ha risposto con una battuta Travaglio - sei un somaro, non capisci niente".

Il botta è risposta è proseguito senza che Mentana fosse nelle condizioni di ricondurre la discussione su un piano civile: "Parliamo di questioni serie invece di parlare di chi ce l'ha più lungo tra te e Travaglio, non me me importa nulla" ha detto il conduttore provando a fermare Ferrara. "Metti a tacere Travaglio o ti mando a affa..." è stata la risposta del direttore del Foglio. Così, per fare "un po' d'igiene" Mentana ha chiuso l'audio di Ferrara, che si è alzato e ha lasciato la puntata interrompendo il collegamento. Tutto già visto.

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