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Festa Pd, fumogeni contro Bonanni

Le contestazioni non conoscono pausa. Così alla Festa Pd di Torino, dopo le proteste verbali contro il presidente del Senato Schifani, è toccato a Raffaele Bonanni.

Video: la contestazione a Bonanni alla festa del PD

I centri sociali hanno accolto il sindacalista con fischi, urla, slogan - 'Il denaro è un buon servo e un cattivo padrone, 'Marchionne comanda e Bonanni obbedisce' - e lanci di banconote finte. E non è mancato un fumogeno, poco dopo le 17, che ha bruciato il giubbotto del sindacalista e lo ha fatto allontanare dal palco senza aprir bocca su quel dibattito atteso all'indomani della disdetta del contratto 2008 da parte di Federmeccanica.

Subito identificata e denunciata la responsabile - una ragazza di Firenze che vive a Torino e frequenta il centro sociale Haskatasuna - mentre la voce dei contestatori ha affermato l'assurdità nell'invitare alla Festa del Pd un personaggio come Bonanni che dovrebbe tutelare i diritti dei lavoratori. 'Bonanni è uno dei principali artefici della cancellazione del contratto nazionale dei metalmeccanici'. E poi 'il fumogeno è stato lanciato dopo che il servizio d'ordine ha lanciato due sedie contro di noi'.

Il mondo politico non è rimasto in silenzio. A partire dal vice-segretario del Pd Enrico Letta che avrebbe dovuto dialogare con Bonanni sul palco e rivolgendosi ai contestatori ha spiegato: 'Voi non avete niente a che fare con la democrazia. Siete il contrario di cui ha bisogno il Paese. Siete antidemocratici. Ciò a cui abbiamo assistito è gravissimo, è l'espressione del rifiuto della democrazia e ritengo che siano stati compiuti reati molto gravi'.

Falle nel servizio di sicurezza. Questa l'idea del vicesegretario di fronte alla 'situazione sfuggita di mano'. Ma il questore di Torino, Aldo Faraoni, ha sottolineato: 'Letta è stato un pò troppo precipitoso nel suo giudizio'. E la querelle sottile si è avuta.

La reazione di Bonanni? 'Sono frastornato, ma sto bene', parlando di un'aggressione incivile e squadrista da parte dei centri sociali di Torino. 'Un'aggressione che nulla ha a che fare con il confronto democratico e con la politica. Mi sento ovviamente turbato. Spero che ora tutti riflettano e abbassino i toni'.

Massima solidarietà anche da parte del vice presidente del Senato Vannino Chiti, del ministro dell'Interno Roberto Maroni, del segretario dell'Udc Lorenzo Cesa e del segretario Pd Bersani che ha dichiarato: 'Si è trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria violenza, un attacco squadrista. Ed è inconcepibile che una festa popolare, che vive nel pieno centro della città, possa essere attaccata in questo modo. Attendiamo di conoscere dal ministero dell'Interno quali misure preventive e repressive siano state prese per impedire un episodio del genere'.

Parole, infine, anche dal segretario di Sinistra e libertà Nichi Vendola: 'Un conto è il dissenso che fa parte della democrazia, un altro conto è se le contestazioni prendono una piega più violenta. Penso, del resto, che uno degli elementi che dobbiamo recuperare è la civiltà del dialogo e dell'analisi raffinata'. Mentre per Gianfranco Fini l'episodio rivela 'una preoccupante volontà di attaccare la libertà sindacale e di inquinare il confronto democratico'.

(foto © LaPresse)

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