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Bunga bunga a Tor Crescenza? Per l'on. Rossi "cene e basta"

Dopo Milano e Napoli, è la volta di Roma. Le feste organizzate a palazzo Grazioli e al castello di Tor Crescenza, residenza alle porte della capitale affittata da Berlusconi la scorsa estate, sarebbero già da tempo nel mirino del procuratore di Milano Bruti Liberati che, secondo quanto riportano oggi Il Giornale e Il Corriere della Sera, starebbe per trasmettere il fascicolo ai colleghi della procura romana.

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Secondo quanto emerge dagli elementi raccolti dai pm milanesi, nel castello quattrocentesco di Tor Crescenza sarebbero state abituali cene e feste con giovani ragazze convocate da intermediari per allietare le serate del Presidente del Consiglio che, però, spesso dava buca alle sue ospiti. Sono le stesse interessate a raccontarlo, come emerge dall'intercettazione di una telefonata tra Nicole Minetti e Barbara Faggioli .

Minetti: Ma dove sei, al castello o al Palazzo?
Faggioli: Castello, amore.
Minetti: A sì! Com'è andata?
Faggioli: Sì. Ma niente, questo qui non è neanche venuto, s'è fatto i cavoli suoi.
Minetti: Stai scherzando?!
Faggioli: No, ha spento il telefono e infatti sono molto arrabbiata, ma non per me, sai perché? Ha spento il telefono, mi ha fatto richiamare da Adelmo e da Alfredo per organizzare tutto, non si è neanche fatto sentire. Ha spento il telefonino!

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Le intercettazioni accreditano tra le partecipanti alle feste romane la consigliera regionale Nicole Minetti e la soubrette Barbara Faggioli e indicano nella parlamentare Pdl Mariarosaria Rossi l'organizzatrice di cene e serate. Il 24 agosto scorso Emilio Fede chiama la Rossi per avvisarla che sta arrivando con con due amiche e la parlamentare gli risponde: "che palle che sei, due amiche, quindi bunga bunga, due de mattina, io ve saluto eh?!", salvo poi dirgli che sta scherzando e informarsi sul numero degli ospiti per fare preparare la cena: "ok allora avverto la cucina dai, non c’è Roberta se era quello che mi chiedevi".

Intervistata da Monica Guerzoni del Corriere della Sera, la Rossi si difende dicendo che lei ha organizzato solo due feste, "ma più che feste erano semplici cene", sminuendo la battuta con Fede sul bunga bunga, "era solo una battuta, un modo di scherzare tra di noi", e dicendosi "tranquillissima" anche in previsione dell'udienza del 6 aprile che vede Silvio Berlusconi a processo proprio per la storia dei festini.

Non si sa se altrettanto tranquilli sono i due misteriosi Adelmo e Alfredo che la Faggioli cita nella sua conversazione telefonica con la Minetti come intermediari degli incontri romani tra il premier e le ragazze. Così come Vincenzo Saiello, conosciuto come "Bartolo", e Giosuè Almirante, i due pr campani che Sara Tommasi ha indicato come organizzatori degli incontri a pagamento tra lei e facoltosi clienti napoletani. Di questo ramo dell'inchiesta si sta occupando la procura di Napoli, che proprio oggi, al ritorno della Tommasi da Dubai, interrogherà la starlette in merito a tali appuntamenti e alle telefonate in cui parla del "giro" di Berlusconi di cui lei non voleva più fare parte.

 (foto © LaPresse)

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