Fiat, nuovo accordo per Pomigliano: la Fiom sciopera

Alla fine dell'anno arriva la notizia dell'accordo firmato dalla Fiat e dai sindacati per avviare il nuovo contratto di lavoro negli stabilimenti di Pomigliano. A sottoscrivere le nuove regole ci sono la Fim, Uilm, Ugl metalmeccanici, Fismic, l'Associazione dei quadri Fiat e il Lingotto che alla riapertura della fabbrica nel 2011 troveranno molte novità.

Cambia il nome dell'azienda, la Newco - Fabbrica Italiana Pomigliano, cambiano le condizioni di lavoro, meno pause più straordinari volontari, meno possibilità di scioperare senza preavviso. Cambia lo stipendio con 30 euro lordi in più nella busta paga per dodici mensilità. Inoltre il nuovo riassetto dovrebbe riassumere 4.600 dipendenti e sbloccare investimenti per 700 milioni per la produzione della nuova Panda.

Dietro parole come soldi e lavoro c'è però molto altro, la punta dell'iceberg che si nota nasconde una lotta continua con il maggior sindacato dei metalmeccanici, la Fiom, che non ha firmato il contratto e per questo è destinato a restare fuori dagli accordi per sempre. Infatti, possono partecipare alla rinascita di Pomigliano solo i sindacati firmatari, gli altri possono anche chiudere i battenti. Preoccupante è anche l'uscita dalla Confidustria, infatti per non dover rispettare il contratto nazionale di categoria, Fiat ha creato una nuova società, che non aderirà a Federmeccanica.

Che sia un bene o un male queste nuove regole lo si vedrà nel tempo, il mondo politico di destra e di sinistra è convinto che sia un ottima soluzione. Il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi ha affermato: 'Ben venga tuttavia un'utile discontinuità nel sistema di relazioni industriali, soprattutto là ove il vecchio impianto politico-culturale fondato sull'inesorabile conflitto sociale ha prodotto bassi salari e bassa produttività. È ora il tempo di accelerare tutto ciò che, al contrario, può far crescere tanto i redditi da lavoro quanto la competitività delle imprese perchè le relazioni industriali hanno un ruolo primario nell'attrazione di investimenti'.

Anche Piero Fassino, su Repubblica, spiega perché è positivo questo nuovo contratto, prendendosi le critiche del sindacato escluso: 'Perché dal punto di vista produttivo ha un valore innegabile. Consente un investimento che garantisce la certezza dell'occupazione a 15 mila lavoratori tra Fiat e indotto. Rilancia Mirafiori che era vicina al collasso. Attiva la produzione di modelli di alta gamma. È un'operazione nel segno dell'espansione'.

La Fiom è pronta a protestare e a scendere in piazza il 28 gennaio. Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, non ci sta e afferma: 'Siamo di fronte a un atto antisindacale, antidemocratico e autoritario di Fiat che non ha precedenti nella storia delle relazioni industriali del nostro paese'.

 (foto © LaPresse)

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