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Fiat, si avvicina il referendum di Mirafiori

Il 13 e il 14 gennaio si svolgerà il referendum sull'intesa per lo stabilimento Fiat di Mirafiori e il clima è rovente. Nei giorni scorsi a Torino sono apparse scritte contro l'ad della Fiat Sergio Marchionne. Nella mattinata di ieri il segretario del sindacato dei metalmeccanici della Cgil, Maurizio Landini, ha sottolineato che la vertenza sullo stabilimento Fiat di Mirafiori 'è ancora aperta' e la partita 'può essere vinta e risolta positivamente'.

Poi Landini ha incontrato il segretario del Pd Pierluigi Bersani; prima dell'incontro il segretario generale della Fiom Cgil ha detto: 'Sulla vertenza Fiat il Pd prenda una posizione univoca'. Landini ha poi confermato il pieno sostegno della Cgil a partire dallo sciopero dell'intera categoria dei metalmeccanici proclamato per il 28 gennaio e ha sottolineato l'importanza della partecipazione allo sciopero per evitare che quanto accaduto ai lavoratori della Fiat possa accadere ad altri lavoratori.

Al termine degli incontri sulla vicenda Fiat, che si sono svolti ieri presso la sede del Pd con i segretari generali di Fiom, Fim e Uilm, Bersani ha detto: 'La posizione netta e chiara del Pd è questa: si deve rispettare l'esito del referendum di giovedì e venerdì e si deve mettere mano urgentemente a regole di rappresentanza che garantiscano sia l'esigibilitá degli accordi che i diritti individuali e i diritti sindacali di chi dissente. Siamo assolutamente interessati a che gli investimenti nel settore auto si realizzino e chiediamo che il governo esca finalmente dalla sua latitanza che è emersa in tutti i nostri incontri e si attivi finalmente per prospettare una politica industriale e ottenere chiarezza sull'insieme del programma che la Fiat ha annunciato e sugli sviluppi degli investimenti strategici della ricerca'.

Nel frattempo ieri l'ad della Fiat Marchionne, parlando del referendum di Mirafiori ha detto: 'Con il 51 per cento di voti favorevoli si chiude il discorso. L'investimento si fa. Se non si raggiunge il 51 per cenro salta tutto e andiamo altrove. Fiat ha alternative nel mondo, aspettiamo di vedere cosa succederà giovedì e venerdì e se il referendum non passerà ritorneremo a festeggiare a Detroit'.

Marchionne ha poi affermato: 'Venerdì scorso ero in Canada a Brampton per lanciare il charger della Chrysler. Ci hanno invitato a investire e aumentare la capacità produttiva. C'è un grande senso di riconoscimento per gli investimenti che abbiamo fatto là. Stanno aspettando di mettere il terzo turno, trovo geniale che la gente voglia lavorare, fare anche il terzo turno. Lavorare sei giorni alla settimana è una disponibilità incredibile, in Europa questo è un problema, Brampton è una possibilità, ma ce ne sono moltissime altre dappertutto come Sterling Heights. In Italia per ragioni storiche ed ideologiche la gente non si riconosce in questa nuova proposta della Fiat. Io il passato lo conosco e lo capisco. La storia l'ho vissuta ma il problema deve essere adeguato alla realtà di oggi. Il mio ruolo è più umile: io faccio vetture e cerco di venderle. Il problema sociale deve essere risolto da altri. Noi come Fiat possiamo solo creare le condizioni per lo sviluppo. C'è un impegno in questo senso. Comunque per risolvere un problema strutturale di povertà bisognerà pure cominciare a fare'.

 (foto © LaPresse)

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