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Fiducia alla Camera, Berlusconi: "se po' fà"

A Montecitorio è il giorno del voto di fiducia per il Governo Berlusconi. Tutti i leader sono in aula, non mancano i primi battibecchi, come quello Di Pietro-Fini.

Silvio Berlusconi conferma la volontà di un dialogo con l'opposizione: "A chi ha inteso incalzarci e quasi sfidarci sulla strada del dialogo voglio rispondere subito che questo Governo accoglie questa sfida costruttiva [...] Nella via del dialogo ci vuole pazienza e tenacia ma se si vuole il bene del nostro Paese è indispensabile andare avanti. Certamente ci saranno dei punti su cui ci divideremo: penso al Ponte sullo stretto che noi intendiamo costruire, però la vigilanza contro le infiltrazioni della criminalità organizzata è un problema comune che va affrontato assieme". Il premier ha chiuso il suo intervento facendo il verso all'imitazione crozziana di Veltroni: "Pacatamente e serenamente, come direbbe il leader del maggiore partito dello schieramento avverso, dico che 'se pò fà', si può fare e ce la possiamo fare... E con questo auspicio, anzi con questa certezza che chiedo il voto di fiducia".

Antonio Di Pietro ha poi preso la parola replicando a Berlusconi: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica. Conosciamo bene le sue bugie e la sua capacità dei fatti". Interrotto dai fischi, Di Pietro ha richiamato il presidente della Camera Fini al suo compito: "Spetta a lei consentirmi di parlare". Fini ha replicato: "Lei conosce bene quest'aula ed è naturale che possano esserci delle interruzioni: dipende da ciò che si dice". Controreplica di Di Pietro: "Ha proprio ragione, presidente: dipende da quello che si dice. Qui non bisogna disturbare il manovratore..."

Pier Ferdinando Casini ha difeso Di Pietro dicendo a Fini: "In Parlamento non si può decidere di far parlare le persone solo in base a quello che dicono...", poi il leader Udc ha detto: "La nostra sarà una opposizione repubblicana, leale verso il governo e improntata a valutarlo solo sulla base dei contenuti". Poi una raccomandazione per Berlusconi: "Nemmeno De Gasperi ha avuto il potere che lei ha adesso, ne faccia buon uso".

Walter Veltroni spiega come sarà l'opposizione del suo partito: "Il Pd voterà contro il governo Berlusconi ma convergerà su ogni misura che riterrà giusta. Faremo opposizione seria, senza striscioni o brindisi in aula". Per Veltroni i primi banchi di prova per il dialogo maggioranza-opposizione saranno quelli delle "riforme per dare velocità e trasparenza al Paese" e della Rai, "per l'indipendenza del servizio pubblico televisivo". A Berlusconi dice: "Questo governo ha una maggioranza parlamentare forte. Certo, conta la maggioranza parlamentare, ma conta molto di più la forza politica di un disegno alto di cambiamento politico che non ho trovato nel suo discorso di ieri".

Prima del voto, momento di cordoglio in aula: Gianfranco Fini ha informato di un lutto che ha colpito oggi Fausto Bertinotti: "Il presidente Bertinotti è stato colpito da un grave lutto con la scomparsa del fratello Ferruccio. A lui ed a tutta la famiglia esprimo il sincero cordoglio della Camera dei deputati".

La proclamazione del risultato: la Camera ha dato la fiducia al governo Berlusconi con 335 sì e 275 no (maggioranza richiesta era di 306 voti). 611 i presenti erano 611, 610 i votanti.

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