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Fini a Mirabello: il Pdl non c'è più

L'hanno atteso a lungo. Poi gli ottanta minuti di discorso del Presidente della Camera, dopo 36 giorni di silenzio pubblico, sono quasi volati via.

Le foto del discorso a Mirabello

Fini, leggero malore dopo il discorso - Video

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Gianfranco Fini alla Festa Tricolore di Mirabello - 'il luogo delle emozioni' - appare un uomo deciso più che mai a portare avanti la battaglia di Futuro e Libertà. Perché il Pdl, per lui, non esiste più dopo l'espulsione illiberale del 29 luglio. 'Appartiene ad una bella e affascinante ipotesi politica che non si è realizzata, è solo una Forza Italia allargata con qualche colonnello e capitano di An che ha solo cambiato generale ed è pronto a cambiarlo ancora'.

Alcuni passaggi del discorso di Gianfranco Fini a Mirabello

Fini vs Berlusconi. Palle di fuoco e dichiarazioni forti: 'Siccome è contro natura, contro la fisica, che Futuro e Libertà rientri in ciò che non c'è più, si va avanti con le nostre idee senza farci intimidire dai metodi Boffo, per far rinascere il Pdl e non per tradirne l'origine, per evitare che il governo commetta errori e perché la legislatura arrivi alla fine, senza cambi di campo, ribaltoni o ribaltini: se lo tolgano dalla testa'.

E ancora: 'Non ci ritiriamo né in convento né tantomeno andiamo raminghi in attesa di perdono perché Berlusconi, che è uomo di spirito, deve capire che i nostri parlamentari non possono essere trattati come clienti della Standa, che se non cambiano supermercato hanno il premio fedeltà'.

E quando si tratterà in Parlamento di votare i 5 punti di programma sui quali Berlusconi chiede la fiducia, 'i nostri capigruppo - assicura Fini - diranno sì a nome di tutti, senza distinzioni tra falchi e colombe, perchè non siamo appassionati di ornitologia'. Qui dunque si chiede di 'lavorare per unire e non dividere, dando vita ad una politica di qualità, senza insulti, che sappia accogliere anche le politiche dell’opposizione, quando ha buone idee'.

Quanto alle elezioni, 'è avventurismo politico minacciarle ogni giorno. La fine della legislatura sarebbe un fallimento di tutti: mio, suo, perchè quando si ha una maggioranza così ampia il primo dovere è governare, non liquidare il dissenso e mettere alla porta chi non ti è simpatico. Governare significa comprendere le ragioni degli altri e garantire l'equilibrio tra poteri. Non ho mai contestato la sua leadership, ma un leader deve essere capace di cercare il compromesso ed il punto di intesa'.

Poi, qualche nota di colore su Gheddafi - 'Spettacolo francamente poco decoroso che c'è stato nei confronti di un personaggio che non ha nulla da insegnare per quanto riguarda la dignità della persona... una sorta di genuflessione' - e sui tg che, 'salvo nobili eccezioni, sembrano fotocopie dei fogli d'ordine del Pdl'.

E allora cosa offre il Presidente della Camera? Un federalismo equo che non intacchi l'unità del paese, una legge elettorale dove scegliere anche i parlamentari, una riforma della giustizia e del fisco, provvedimenti anti-corruzione. E Fini, applaudito in platea dalla sua compagna Elisabetta Tulliani, ne ha anche per chi 'ha dato vita alla lapidazione di tipo islamico, con un atteggiamento infame perché diretto non alla mia persona ma alla mia famiglia, ed è tipico degli infami farlo'.

(foto © LaPresse)

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