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Fini contestato ai funerali di Rauti: "Traditore, vattene"

Urla, fischi ed insulti hanno accolto il Presidente della Camera Gianfranco Fini ai funerali di Pino Rauti, storico fondatore del Movimento Sociale Italiano, morto venerdì scorso a Roma. La contestazione è apparsa da subito durissima all'arrivo di Fini nella Basilica di San Marco, dove nel pomeriggio si è tenuta la cerimonia funebre per Rauti.

Fini contestato ai funerali di Rauti: guarda il video

Il feretro è stato accompagnato da motti fascisti e gesti eloquenti di rivendicazione dell'esperienza politica del ventennio, dal saluto romano ai cori "Boia chi molla", fino al grido d'addio "camerata Pino Rauti presente". E la presenza di Gianfranco Fini è stata vissuta come inopportuna da parte dei nostalgici duri e puri. Accolto tra epiteti come "Badoglio" e "traditore", Fini è stato contestato con un boato fortissimo e la situazione è andata peggiorando con l'ingresso in Chiesa: la folla ha reagito alla sua presenza con rumorosi "buu", "vergogna" ed inviti ad abbandonare la cerimonia, in un susseguirsi di "vattene" e "fuori, fuori" all'indirizzo del Presidente.

Una contestazione che è diventata anche fisica, con spintoni, calci e perfino sputi, in un climax ascendente mentre Fini percorreva la navata centrale della chiesa circondato dalle guardie del corpo. L'episodio di tensione ha imposto la sospensione della cerimonia, costringendo Isabella Rauti ad intervenire per calmare gli animi. La figlia dello storico leader fascista, moglie di Gianni Alemanno, ha preso la parola mentre il parroco officiava il rito funebre, invitando a mettere da parte antichi livori: "Vi prego non è questo il momento, è il funerale di mio padre, avete avuto altri momenti per farlo. Abbiate rispetto per mio padre e per la famiglia". Solo qualche minuto dopo la cerimonia è ricominciata, ma Gianfranco Fini è stato costretto a lasciare la Chiesa prima della sua conclusione.

"Fini avrebbe fatto bene ad astenersi, la sua è apparsa ai più una presenza provocatoria, anche se forse l'avrebbe presa peggio se fosse stato ignorato. Doveva saperlo": il commento più duro a sostegno della contestazione contro Fini è arrivato da Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. "Sono credente e solo per questo non ho partecipato alla contestazione a Fini. Era un funerale. Ma il presidente della Camera, pur volendo rendere omaggio a Rauti, ha agito a freddo". Storace addita Fini come il responsabile della dispersione della destra italiana, rievocando il conflitto con Rauti che li vide protagonisti nei primi anni '90, durante la lotta per la segreteria del Movimento Sociale e fino alla "svolta di Fiuggi" che ha portato alla nascita di Alleanza Nazionale. Un'operazione sconfessata in toto da Rauti, che ha contestato la linea finiana anche negli anni successivi. "Ha sbagliato e di grosso - dice Storace in merito alla partecipazione di Fini ai funerali - Su di lui si è scatenato il rancore di persone e comunità diverse che si ritrovavano nel lutto per un capo che se ne va in un mondo sempre più disperso e principalmente a causa sua". Fa eco a Storace anche Daniela Santanchè, che definisce "vergognosa" la presenza del leader di Futuro e Libertà alle esequie del padre storico della destra neofascista italiana.

Al leader del La Destra ha risposto Fabio Granata, fedelissimo di Fini e vicecoordinatore di Fli: "Fini, da cittadino e da leader politico coraggioso, ha reso omaggio a un personaggio che fa parte della nostra storia. Lo ha fatto a viso aperto, senza ricorrere ad alcun cerimoniale e affrontando le contestazioni. L'unico ad astenersi dal parlare dovrebbe essere Storace, ma il suo intervento, come sempre, è frutto del fatto che la sua presenza è passata inosservata".

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