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Fini e Formigoni duellano a Ballarò: è scontro su Minetti, Bossi e Berlusconi

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A Ballarò il clima da campagna elettorale si fa sentire: lo scontro stavolta è tutto interno al centrodestra, o a quello che ne resta. I protagonisti sono Gianfranco Fini e Roberto Formigoni, mai così distanti nel gioco delle parti: il Presidente della Camera è perfettamente a suo agio nel ruolo di contestatore acerrimo di quello che era il suo partito e l’invettiva è certamente facilitata dalla sequela di scandali giudiziari e politici che stanno investendo il Pdl. Roberto Formigoni, da parte sua, coglie l’occasione della ribalta televisiva per smentire ancora una volta le accuse di corruzione a suo carico e difendere il Pirellone dall’attacco incrociato di avversari ed esponenti dello stesso centrodestra.

Ballarò, la copertina di Maurizio Crozza: guarda il video

Il teatrino comincia con inviti alla calma reciproci tra i due contendenti, ma ben presto l’atmosfera si surriscalda: il conduttore Giovanni Floris cerca di inchiodare Formigoni alle sue responsabilità, ricordando che è indagato per corruzione aggravata da transnazionalità in merito ad utilità varie (per 8,5 milioni di euro) che avrebbe ricevuto in cambio di delibere favorevoli alla Fondazione Maugeri. Cifre mai percepite, assicura Formigoni, né in termini di soldi né sottoforma di favori, tantomeno gli si rinfaccino le famose vacanze sul panfilo di Daccò, visto che di fronte ad un invito a cena da parte di un amico "non si chiede certo la fattura". Le cifre degli inquisiti in Regione Lombardia sono preoccupanti, ma Formigoni non ci sta a far passare il Pirellone come l’icona della malapolitica: "La Lombardia è l’unica Regione italiana senza debiti in sanità (...) abbiamo perfino incrementato i trasporti nonostante i tagli del governo“, attacca il governatore, ripetendo il solito mantra dell’eccellenza lombarda.

Poi per Formigoni arrivano le domande sui casi più chiacchierati dell’anno, quelli di Renzo Bossi e Nicole Minetti. Per il primo si tratta di una faccenda che non c’entra con la Regione, visto che "quelli erano soldi della Lega", ma qui il duello con Fini si fa più intenso: "Difendi l’indifendibile", attacca il leader di Fli. Mentre sulla Minetti, inserita nel listino bloccato da Berlusconi, Formigoni dichiara serenamente di non averla conosciuta prima di allora, ma di aver "chiesto informazioni su di lei a Don Verzè". E Fini sottolinea: "Beh, certamente era un’ottima igienista dentale!".

Poi ci sono i casi dei tanti altri Presidenti di regione inquisiti: Formigoni gioca a fare il garantista a tutti i costi e si dice "convinto dell’innocenza di tutti", attirandosi i sorrisi sarcastici di Fini. E tocca proprio al Presidente della Camera giustificare l’ascesa politica di Franco Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl in Regione Lazio arrestato per peculato, che ha iniziato la sua militanza nel Movimento Sociale. A questo punto è Formigoni ad incalzarlo, nel tentativo di dimostrare che nessuno è immune da errori di valutazione, ma Fini gli risponde dandogli della "faccia tosta". Poi l’attacco a Berlusconi: "Tutto viene deciso nelsuo salotto, io denunciai la mancanza di meccanismi di democrazia (...) Il Pdl non è come lo descrivo io, ma molto peggio".

Intanto la discussione sugli sprechi delle Regioni continua tra le rivendicazioni di Formigoni sulla riforma che sarà presentata in Parlamento e la proposta di Fini di certificazioni esterne sui contributi da destinare ai gruppi consiliari. Ma è proprio in merito a Berlusconi che i due sfidanti sferrano l’ultimo attacco: "Tranquillo, che Berlusconi dopo ti chiama e ti dice che sei stato bravo" esclama Fini all’indirizzo di Formigoni. Che risponde prontamente: "Forse lo faceva con te e quando ha smesso hai deciso di andartene". La chiosa di questo spettacolo da tramonto della politica la offre il conduttore: "Berlusconi lo faceva con molti – conclude Giovanni Floris – visto che ricevevano le telefonate quando erano ancora in studio".

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