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Fini: "Veltroni? Insegue Berlusconi sul suo terreno"

Gianfranco Fini a tutto campo: intervistato dal Corriere della Sera di oggi, il leader di Alleanza Nazionale (ormai verso lo scioglimento) dice la sua su tutti i temi politici. Ecco le sue dichiarazioni.

Sulla rottura tra Casini e Berlusconi: "Lasciamo perdere. Dopo 14 anni di alti e bassi, il motivo di questa rottura è incomprensibile, se non per ragioni di visibilità e di sopravvivenza del simbolo. Perché tra Udc e Pdl non c'è stata una sola divisione su programma, temi etici, scelte internazionali, nulla. Credo che il divorzio con l'Udc, lo ha detto lo stesso Casini, dipenda da un forte contrasto personale: non sopportava più Berlusconi".

Fini aveva detto che AN non si sarebbe sciolta, poi è cambiato tutto: "La realtà è diversa da allora. Perché Berlusconi ha detto sia a me sia a Casini: 'Lasciamo da parte San Babila, facciamo insieme una lista, i gruppi parlamentari, costruiamo insieme regole e gerarchie di un nuovo partito'. È cosa ben diversa dal dire 'ecco il partito nuovo, chi vuole entri'.

L'obiettivo di Fini: "Quello per cui ho fatto An, scelta di cui rivendico la coerenza anche nell'accenno all'approdo nel Ppe già presente nelle tesi di Fiuggi: unire in un unico soggetto politico la tradizione alternativa alla sinistra. È lì che comincia la lunga marcia della destra italiana. E credo che in una politica in cui si è ecceduto in tatticismo, il senso di marcia di An non sempre è stato capito".

Su Giuliano Ferrara: "Io ho una perplessità personale sulla necessità di una lista che faccia riferimento a un tema specifico come l'aborto: sono contrarissimo all'aborto, ci mancherebbe, ed è giusto che la politica si occupi anche di questioni etiche. Ma trovo riduttivo affrontare un tema così drammatico con una lista ad hoc".

Infine un'accusa a Veltroni, quella di "copiare" Berlusconi: "Il suo non è il nuovo, è nuovismo. È un tentativo di segnare la discontinuità con quello che c'era prima. Ma ad ascoltarlo sabato c'era Prodi, c'erano quattro quinti dei ministri dell'attuale governo. Il suo nuovo somiglia a quella cipria che le vecchie signore mettono sul viso per tentare di nascondere le rughe. Credo che la sua continua ricerca di suggestioni sia un modo per inseguire Berlusconi su un terreno sul quale è impossibile raggiungerlo: l'evocazione di un sogno, di una speranza".

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