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Fini-Berlusconi, rottura definitiva su scudo e lodo

Ambasciator non porta pena. Neanche quelli che avevano avviato colloqui e approfondimenti per definire un'intesa e mettere al riparo Berlusconi dalle vicende giudiziarie.

Per la precisione, Angelino Alfano e Italo Bocchino sul versante politico, Niccolò Ghedini e Giulia Bongiorno sul quello tecnico. Sta di fatto che è di nuovo gelo tra Berlusconi e Fini sui temi della giustizia. Secondo gli uomini di Futuro e libertà, ingenti risorse di denaro in questi ultimi mesi sarebbero state utilizzate per produrre una documentazione falsa allo scopo di danneggiare Gianfranco Fini, reo di aver preso le distanze dal capo del governo. Lo dice Carmelo Briguglio, membro del Copasir.

Sua intenzione adesso è chiedere al presidente D'Alema 'che il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica assuma una decisa iniziativa in relazione alla pubblicazione di atti di dubbia autenticità, se non addirittura falsi, formalmente intestati ad Autorità di Stati stranieri, con lo scopo di alimentare la campagna scandalistica contro la terza carica dello Stato italiano. A fronte di responsabilità e competenze della Presidenza del Consiglio e del Ministero degli Affari Esteri, considero una gravissima anomalia - ha detto Briguglio - che tali atti siano pubblicati e utilizzati con grande evidenza dal quotidiano di famiglia del Presidente del Consiglio per alimentare una incessante campagna scandalistica ai danni del Presidente di un ramo del Parlamento'.

Causa scatenante, il documento pubblicato da Il Giornale e da Libero secondo cui il proprietario della casa di Montecarlo sarebbe il fratello di Elisabetta Tulliani, Giancarlo. E gli avvocati hanno subito negato: 'Il signor Gian Carlo Tulliani smentisce categoricamente la notizia secondo la quale ci sarebbe la sua persona dietro la società off-shore che ha comprato l'appartamento monegasco, ribadendo di essere un semplice conduttore della suddetta unità immobiliare. All'esito di una prima indagine eseguita dai sottoscritti difensori, peraltro, emergono forti perplessità sull'autenticità del documento pubblicato dai quotidiani e attribuito al ministro di Giustizia di Santa Lucia'.

La replica del Pdl a proposito del dossieraggio. 'Se pensano una cosa del genere vadano alla magistratura perché sarebbe un reato', ha dichiarato il ministro della Difesa e coordinatore Pdl Ignazio La Russa. 'L'unico dossieraggio è stato sulle presunte fidanzate di Berlusconi, senza che nessuno tirasse in ballo i Servizi'.

A chiudere il tutto, Italo Bocchino. 'Non c'è alcuna ragione per metterci a trattare su documenti condivisi perché la controparte fa operazione di dossieraggi falsi contro il presidente della Camera. Se arrivano con un testo faremo le nostre valutazioni, ma non c'è nessuna ragione per costruire un percorso'.

I fedelissimi di Berlusconi, intanto, spiegano che una volta lette le accuse rivolte da Fli, il premier avrebbe detto: 'Sono sempre stato un garantista, non lo sono a fasi alterne. Aspetto di vedere come va a finire la faccenda, non inseguo queste cose'.

(foto © LaPresse)

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