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Fiorella Ceccacci Rubino: "Il video porno di Tinto Brass? Non lo rinnego"

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Mentre Gabriele Albertini, nelle vesti di improvvisato agente, candida Nicole Minetti a un film soft-porn con Tinto Brass - "Io ho proposto per lei un ruolo in un film di Tinto Brass su Venere Callipigia, Venere dalle belle natiche", ha detto l'ex sindaco intervistato da Antonello Piroso a Blogo - nella fila del Pdl c'è chi con il regista ci ha già lavorato e per questo, ora, si trova nell'occhio del ciclone.

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Fiorella Ceccacci Rubino, onorevole del Popolo della Libertà, è infatti balzata all'onore delle cronache per un video di 18 minuti intitolato S.C.T.M.V. (Sono come tu mi vuoi), dove le sue 'performance' sono tutto meno che politiche: completamente nuda mentre si dà lo smalto a mani e piedi, mentre si depila ascelle e inguine con un rasoio da barbiere e poi con indosso una camicia, intenta a leccare del latte da una ciotola in terra e a masturbarsi, la deputata è la protagonista di un corto hard che in Spagna è un vero e proprio cult, mentre in Italia (chissà perché...) è introvabile (ma noi siamo riusciti a scovarlo, guardate in basso).

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Eppure di quel video girato nel 1999, che fa parte della serie Corti circuiti erotici, Ceccacci Rubino dice di non avere niente di cui vergognarsi: "Io non rinnego nulla. E' una cosa di 15 anni fa", dichiara infatti l'interessata a La Repubblica, aggiungendo poi: "Certo, allora non potevo prevedere che sarei finita in Parlamento". E che la vicenda avrebbe sollevato un vero e proprio polverone. Perché anche se l'onorevole pidiellina ostenta sicurezza e si difende dicendo di essere "un'attrice di teatro che ha recitato in un cortometraggio erotico" e non una pornostar, l'esperienza nel "corto d'autore", come lei lo chiama, di Tinto Brass è sparita dalla sua biografia.

Comunque sia, Ceccacci Rubino rimane ferma nella sua strategia difensiva: "Era un film, sono un'attrice" e rilancia: "Per avere lavorato con Brass non dovrei stare in Parlamento? C'è una legge che vieta tutto ciò? Anche la Galiena e la Sandrelli hanno fatto film con lui...". Già, però come le fa notare il giornalista di Repubblica, le due interpreti da lei citate: "Non sono in Parlamento". "Sono una persona onesta, non ho rubato, non ho avvisi di garanzia", risponde l'interessata, chiarendo poi di essere arrivata a Montecitorio "con i giovani di Forza Italia. Ai tempi di 'Motore azzurro' allestii lo spettacolo tratto dal 'Libro nero del comunismo': lessi anche delle parti. Poi mi chiesero di candidarmi. Era il 2006". E già allora "tirarono fuori questa storia".

Per la deputata del Pdl si tratta di "una strumentalizzazione del Pdl" a chiaro sfondo sessista: "Attaccano le giovani donne, che sono il tassello più debole. Non sono una cretina, né una stupida. E tutto chiaro. Le belle donne creano sempre dei problemi", è la difesa di Ceccacci Rubino, che poi si rivolge a Vittorio Feltri, che "ha detto quella cosa sgradevole sulle mignotte in lista": "Abbia il coraggio di fare i nomi: non ce l'ha... eh". Insomma, la solita macchina del fango, che ancora una volta va a colpire che è più facilmente "attaccabile".

Sarà, però la difesa a oltranza di Ceccacci Rubino lascia un po' il tempo che trova: "Uffa! Uffa! Ho recitato con Albertazzi, con Proietti, con Montesano. Shakespeare, Cechov, il Rugantino: e per un corto d'autore mi paragonano a Cicciolina, a Eva Henger... oddio!". Se infatti 'sto benedetto filmino di Brass è così artistico e lei non se ne vergogna, perché l'ha fatto sparire dalla sua biografia ufficiale? Mistero, e a questo punto poco conta che che la deputata ricordi che "una volta eletta non mi sono data da fare per la legge sulla prostituzione, mi sono battuta per la tutela dei lavoratori dello spettacolo": excusatio non petita, accusatio manifesta...

Ecco il cortoporno

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