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Flavia Perina fuori dal Secolo d'Italia

Flavia Perina, deputata di Futuro e Libertà, è stata allontanata dalla direzione politica del quotidiano il Secolo d'Italia. Un allontanamento raccontato duramente dalla stessa Perina. Praticamente il giornale è tornato nelle mani degli ex An rimasti nel Pdl. La deputata Fli ha ricevuto la solidarietà dei finiani e del Comitato di redazione.

A dare notizia dell'esonero, con effetto immediato, è stata la stessa Perina, 52 anni. La deputata ha fatto sapere: 'Ho appreso oggi (ieri ndr), da una lettera a firma del presidente del nuovo consiglio di amministrazione del Secolo d'Italia, Giuseppe Valentino, del mio esonero dalle funzioni di direttore politico del Secolo d'Italia. La lettera mi è stata consegnata da una impiegata. Nel testo si afferma che l'esonero ha effetto immediato e che il Cda 'gradirebbe molto poterle affidare la rubrica settimanale 'D'altro canto' che sarà quanto prima attivata per consentire anche argomenti in dissenso rispetto alla linea editoriale. Non è stato peraltro comunicato, né a me né al Comitato di redazione, né al direttore responsabile Luciano Lanna, quale sia questa nuova 'linea editoriale' e chi sarà a esprimerla. Di fatto, la mia estromissione dal 'Secolo', senza neppure l'indicazione di un altro nome per la direzione, configura a tutti gli effetti una cacciata, portata a termine con l'arroganza e della prepotenza senza idee che caratterizza, purtroppo, il cosiddetto Popolo della libertà'.

Parole forti quelle utilizzate dalla Perina: 'cacciata', 'arroganza', 'prepotenza'. Subito si è sollevata una vera e propria polemica politica. Fli e Pd hanno espresso solidarietà nei confronti della deputata. Il vicepresidente Fli Italo Bocchino ha parlato 'di gesto autoritario a conferma della volontà punitiva del Pdl nei confronti di chiunque non esprima gratitudine cieca al capo'.

Il capogruppo finiano alla Camera, Benedetto Della Vedova, ha parlato di 'una destra passatista che rifiuta la competizione delle idee perché conosce solo la forza del potere'. L'ex amministratore unico della testata, Enzo Raisi, ha affermato: 'Quanto è stato fatto è una vergogna per la libertà di stampa e una macchia indelebile per una comunità umana e politica che da oggi si confronterà solo nella aule dei tribunali'.

Ma anche l'opposizione si è fatta sentire. Il deputato del Pd Walter Verini ha detto: 'L'estromissione di Flavia Perina dalla direzione del Secolo d'Italia è una brutta notizia che non può che preoccupare quanti hanno a cuore una informazione più libera, più plurale, più aperta al mondo che cambia'. E la democratica Paola Concia: 'E' pura vergogna che Flavia Perina sia stata cacciata dalla direzione del quotidiano il Secolo d'Italia. Si colpisce così una donna libera che ha fatto dell'autonomia intellettuale il punto di forza della sua linea editoriale. E come se non bastasse una delle poche donne a dirigere un quotidiano'.

Franco Mugnai, presidente del Comitato di gestione dei beni di Alleanza Nazionale, che rappresenta il consiglio di amministrazione del Secolo, ha però spiegato: 'Il Secolo ha una diffusione di 1200 copie e riceve dallo Stato un contribuito annuo di quasi 3 milioni di euro. Un rapporto entrate-diffusione molto negativo. In questi anni il quotidiano si è nettamente schierato irridendo chi ha fatto scelte diverse da quelle di Gianfranco Fini. Non si tratta di limitare la libertà di nessuno, semmai di rivendicare il diritto d'espressione di quanti partecipano al sostegno del giornale'.

 (foto © LaPresse)

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