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Flavia Vento cacciata dalla presentazione del suo partito: non aveva permessi

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L'aveva annunciato a Platinette nel corso del programma Plati-Network, su Radio Monte Carlo, l'ha confermato ieri da Barbara D'Urso a Domenica Live e infine l'ha fatto: Flavia Vento s'è messa in moto per fondare il suo partito e come ogni politico che scende in campo per la prima volta oggi è andata a caccia di firme. Peccato che si sia dimenticata di chiedere l'autorizzazione per l'occupazione di suolo pubblico e che i carabinieri l'abbiano fatta sloggiare (piuttosto rapidamente) da Piazza del Popolo a Roma, dove aveva messo il suo banchetto.

Flavia Vento a Plati-Network: "Fonderò il mio partito e libererò gli animali degli zoo"

Insomma, un'altra batosta politica per la povera Flavia, dopo il 'ban' di Beppe Grillo dal proprio account Twitter: la decisione della showgirl di dare vita a un suo movimento, infatti, è arrivata dopo che il fondatore e leader di quello 5 Stelle l'ha eliminata dai propri followers sul social network. "Vorrei dire a Grillo che io sono una ragazza semplice, che tifavo per lui. Non è carino che uno mi levi da Twitter, mi sembra un blocco non democratico e non giusto, perché non miro ad avere nessun incarico, non miro ad avere niente", si è difesa Flavia da Platinette, ma il suo accorato appello non è stato accolto dal comico ligure e dunque, per rivalsa (?), la showgirl ha deciso di fondare il suo partito.

Programma? Già pronto e con alcuni punti studiati per il successo... Almeno, secondo la soubrette. Come anticipato a Plati-Network, infatti, Flavia Vento si impegna con il suo movimento a far sparire Equitalia, a levare il ticket al pronto soccorso e a impedire che gli animali possano essere utilizzati nei circhi: insomma, altro che Grillo o il rottamatore Renzi.

Sul resto dei progetti della showgirl, sul come abbia intenzione di portare avanti le sue idee e pure sul nome del partito, invece, poco si sa, anche se in quest'ultimo caso i suggerimenti non mancano. Il web, infatti, si è immediatamente scatenato e ha iniziato a suggerire a Flavia tutta una serie di sigle per il suo movimento politico: si va dal quasi serio Vento di cambiamento, al citazionista (musicalmente) Andavento lento, all'ironico Mi Vento, fino al poco rispettoso Poppe al Vento.

Non si sa per quale alle fine propenderà la soubrette - che su Twitter ha più di 24 mila followers - ma due cose al momento sono sicure: la prima è che il partito (per ora) senza nome di Flavia ha raccolto più di 100 firme in 10 minuti (almeno, a sentir lei) e la seconda è che in quanto a conoscenza della legge la showgirl lascia un pochino a desiderare (vedi l'ordine di sgombero e la multa). Insomma, non esattamente quello che si definisce un buon biglietto da visita per un'aspirante rappresentante della Cosa Pubblica...

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