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Fli perde 'pezzi'. Fini: 'Potere seduttivo del Premier'

La fragilità del gruppo Futuro e libertà è evidente e la riconosce lo stesso leader Gianfranco Fini. Dopo l'addio di Giuseppe Menardi (leggi la notizia) e la volotà manifestata da Franco Pontone di abbandonare il gruppo (leggi la notizia), Fli sembra stia per perdere anche Mario Baldassarri e Maurizio Saia. Questo è ciò che sta accandendo nel gruppo al Senato. Ma anche alla Camera le cose non sembrano andare tanto meglio. Qui, infatti, lascia per tornare al Pdl il deputato Roberto Rosso.

Fini su Il Secolo d'Italia scrive: 'Il progetto di Fli vive un momento difficile, la fase più negativa da quando ha mosso i primi passi'. Il leader di Fli definisce 'prudenti' coloro che non si sono messi contro 'il potere mediatico e finanziario di chi governa' e particolarmente sensibili alle 'tante armi seduttive' del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Fini poi afferma con forza: 'La difficoltà di Fli e la ritrovata baldanza dei gerarchi del Pdl sono fenomeni tutti interni al ceto politico, sentimenti di chi teme per il proprio status di ministro o di parlamentare o di chi aspira a divenire sindaco, assessore o per lo meno consigliere comunale'. E aggiunge: 'Ci riconosciamo e intendiamo agire nell'ambito dei valori e della cultura politica del centrodestra, senza alcuna ambiguità nè tantomeno senza derive estremiste o sinistrorse'.

Il leader di Fli poi sottolinea: 'Sappiamo che il nostro è un progetto ambizioso e quindi difficile. Ma soprattutto sappiamo che va spiegato agli elettori più che agli eletti: ne consegue che è nella società che Futuro e Libertà dovrà sviluppare le sue iniziative, tessere la sua rete, organizzare i suoi consensi. E solo quando si apriranno le urne sapremo se avremo vinto la nostra battaglia'.

Le parole di Fini hanno immediatamente provocato le reazioni degli esponenti del Pdl. Il capogruppo Pdl a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, ha detto: 'E' francamente sgradevole il fatto che avendo mantenuto la doppia veste di leader di partito e di presidente della Camera, Fini parli dei dirigenti del Pdl come dei 'gerarchi', del potere 'finanziario' del premier, e di 'chi teme per il proprio status di ministro o di parlamentare'. Comunque questa caduta di stile forse è determinata da una grave difficoltà politica. Il Fli è già entrato in crisi non per ragioni di organigrammi interni, ma per una causa politica assai seria'.

 (foto © LaPresse)

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