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Forconi, appello di Beppe Grillo a Polizia e Carabinieri: "Unitevi alla rivolta"

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Un coro di polemiche nel mondo politico ha accompagnato la lettera di Beppe Grillo alle forze dell’ordine in merito alle rivolte in corso nel Paese. Il leader dei 5 Stelle ha preso spunto dall’episodio più discusso delle proteste del 9 dicembre, l’abbandono dei caschi da parte degli agenti in servizio a Torino e a Rho (Milano) al termine degli scontri di piazza, per vergare un invito formale agli uomini in divisa, finalizzato a far incontrare le ragioni di polizia e carabinieri con quelle dei manifestanti che in tutta Italia chiedono giustizia sociale e lotta ai privilegi.

Torino, poliziotti si tolgono il casco tra gli applausi dei manifestanti: guarda il video

“Vi chiedo di non scortare più i politici che ci hanno portato allo sfacelo e di non schierarvi davanti ai palazzi del potere, argomenta l’ex showman genovese nella missiva recapitata al comandante dell’Arma Leonardo Gallitelli, al capo della Polizia di Stato Alessandro Pansa e anche al Capo di Stato maggiore dell’Esercito Italiano Carlo Graziano.

Sciopero dei Forconi, proteste e disagi in tutta Italia

Tornando sul gesto dei poliziotti che “si sono tolti il casco per farsi riconoscere e guardare negli occhi i loro fratelli, Grillo ha auspicato che nei confronti dei responsabili di quelle insolita condotta non vi siano provvedimenti disciplinari, aggiungendo che i disordini verificatisi nelle strade di alcune città italiane “sono stati dovuti all’esasperazione di tanta gente ed all’arroganza di una classe dirigente che non rinuncia a nessun privilegio”.

Immediata la condanna di queste parole, interpretate come un incitamento alla rivolta armata, ad opera di esponenti del governo e dei principali partiti della maggioranza a sostegno dell’esecutivo di larghe intese. In prima linea nell’attacco al fondatore e portavoce nazionale del M5S i vertici del Pd, convinti che Beppe Grillo stia soffiando sul fuoco della violenza: “Si gioca allo sfascio con frasi incendiarie ed eversive, denuncia il deputato democratico Danilo Leva, mentre sulla stessa lunghezza d’onda il centrista Pierferdinando Casini chiede ai destinatari della lettera di “respingere l’invito al mittente, essendo persone serie”.

Meno preoccupato il ministro dell’Interno in carica Angelino Alfano, che ha rivendicato per le forze dell’ordine italiane il ruolo di “fondamentale presidio di legalità”, ricordando allo stesso tempo al capo del Movimento 5 Stelle che “le istituzioni non si toccano”.

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