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Cuperlo, le dimissioni: i 10 motivi per cui ha lasciato il Pd

di Simone Rausi

Cuperlo sbotta e dice addio a Pd e a Matteo Renzi. Le dimissioni dalla presidenza del partito arrivano oggi dopo lo scontro al fulmicotone avuto con Matteo Renzi in merito ai dubbi sollevati sull’Italicum. “Se me lo dice Fassina che prende 12mila voti è un conto un altro è se me lo dice chi entra nel listino” aveva replicato Renzi scaldando l’atmosfera. Tra offese e ripicche Cuperlo dice la sua in un post fiume su Facebook. Ecco, in sintesi, i 10 passi che lo hanno spinto a sbattere la porta…
Cuperlo si dimette perché preoccupato dalle dinamiche interne al PD: «Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l’omologazione, di linguaggio e pensiero».
Cuperlo si dimette perché “vuole bene al Pd”: «Voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere».
Cuperlo si dimette perché “vuole bene al Pd”: «Voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere».
Cuperlo vuole avere la libertà di dire sempre quello che pensa. «Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che ciò appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacità».
Cuperlo solleva dei dubbi sull’Italicum: «Non convincente», «liste bloccate», «gli elettori non possono scegliere».
Cuperlo si dimette perché offeso dal comportamento di Renzi dopo i dubbi posti sull’Italicum: “Hai risposto a delle obiezioni politiche e di merito con un attacco di tipo personale” ha scritto al segretario del PD.
Cuperlo si dimette perché offeso dal comportamento di Renzi dopo i dubbi posti sull’Italicum: “Hai risposto a delle obiezioni politiche e di merito con un attacco di tipo personale” ha scritto al segretario del PD.
Cuperlo non tollera quanto detto da alcuni esponenti della maggioranza renziana che gli avrebbero chiesto le dimissioni da presidente per il “livore” manifestato nel corso dell’intervento. «Non mi dimetto per “livore”. E neppure per l’assenza di un cenno di solidarietà di fronte alla richiesta di dimissioni avanzata con motivazioni alquanto discutibili» ha detto Cuperlo.
Cuperlo non ci sta a giustificare il gesto di Renzi come una battuta. «Alle spalle abbiamo anni durante i quali il linguaggio della politica si è spinto fin dove mai avrebbe dovuto spingersi, e tutto era sempre e solo rubricato come “una battuta” ».
Cuperlo si dimette perché vuole dimostrare coerenza. Dopo la risposta piccata di Renzi lui si alza e – per protesta - va a sedersi in fondo, coi delegati.
Cuperlo non ritrova più un atteggiamento leale e collaborativo da parte di Matteo Renzi
A Cuperlo sono girate per bene. E quando è troppo è troppo.
A Cuperlo sono girate per bene. E quando è troppo è troppo.

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