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Francesca Pascale, tessera all'Arcigay: "Berlusconi omofobo? Solo battute"

  • Il Fatto Quotidiano

Ha spiazzato un po’ tutti Francesca Pascale, con un doppio tesseramento all’Arcigay e Gaylib dal chiaro significato politico, anche se ufficialmente a titolo personale.

Francesca Pascale e il "pancino sospetto": lo scoop di Oggi

Per la compagna di Silvio Berlusconi questo potrebbe essere uno step importante prima di un impegno diretto in politica, naturalmente dentro il recinto del centrodestra e magari con un ruolo di primo piano della nuova Forza Italia.

Iscrivendosi alle due associazioni in difesa dei diritti civili, la “first lady” di Arcore ha voluto lanciare un sassolino all’indirizzo dei colleghi di partito, spronati a sposare fino in fondo “le idee liberali mettendo da parte “l’ideologia per favorire l’approvazione di “leggi sull’uguaglianza in materia sessuale.

Inevitabili, a margine della consegna ufficiale della tessera per mano del presidente dell’Arcigay di Napoli alla fidanzata dell’ex premier, le domande da parte dei giornalisti presenti all’iniziativa sulle frasi poco tenere sull’omosessualità sfuggite in passato a Berlusconi nel corso di comizi ad altre uscite pubbliche: “A me non facevano ridere, ma si trattava solo di battute goliardiche senza legame con l’azione politica, che non mi creano imbarazzo ha assicurato Francesca Pascale ai cronisti.

(Francesca Pascale all’attacco di giornalisti e magistratura: “Mi vergogno di loro”)

Padrino della svolta gay-friendly di un’ala “laica e liberale” di Forza Italia, il candidato alle Europee del partito di centrodestra Alessandro Cecchi Paone, da sempre in prima fila nella battaglia per il riconoscimento della parità di diritti tra coppie di diverso orientamento sessuale.

Quanto alle voci sulla possibile candidatura alla presidenza della Regione Campania per la successione all’attuale governatore Caldoro, la Pascale sbarra la strada a qualsiasi ipotesi di discesa in campo, invitando provocatoriamente chi la stava intervistando ad andare a prenderla a casa (“venite e menatemi”) nel caso in cui non manterrà la parola data.

Spazio anche per un botta e risposta a distanza con Daniela Santanchè, “alla quale nessuno ha mai chiesto di iscriversi all’Arcigay e quindi evidentemente non presa sul serio dopo la metafora tra il tesseramento all’associazione per i diritti civili e l’iscrizione alla Fiom usata per contestare la scelta “liberal” della giovane esponente di Forza Italia.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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