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Francesco Belsito si dimette da tesoriere della Lega

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Uno degli uomini più fidati di Umberto Bossi, il tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, ha ricevuto ieri un avviso di garanzia ed è indagato per riciclaggio, truffa allo Stato e appropriazione indebita: sette milioni di fondi padani "investiti" in Tanzania e a Cipro. Poche ore dopo, anche in seguito alle pressioni di Maroni, ha deciso di dimettersi dall'incarico.

La Guardia di Finanza ha effettuato decine di perquisizioni e acquisito atti in varie città d'Italia, nella sede storica del Carroccio, in via Bellerio, a Milano, presso società, uffici e abitazioni, compresa in quella di una delle segretarie di Umberto Bossi e di una dirigente amministrativa del partito, responsabile dei gadget.

La parte di accuse più compromettente per la dirigenza leghista, da quel che emerge da una serie di intercettazioni riportate in un'informativa del Noe (a coordinare le indagini il "Capitano Ultimo" che catturò Totò Riina), riguarda la gestione della tesoreria del partito "avvenuta nella più completa opacità sin dal 2004". Una "gestione in nero (sia in entrata sia in uscita) di parte delle risorse affluite alla cassa del partito", soldi pubblici provenienti dal 4 per mille dell'Irpef o sotto forma di rimborsi elettorali, cheBelsito avrebbe anche usato per contribuire alle spese per gli svaghi dei figli del Senatur, ma anche in parte per la moglie di Bossi e per Rosi Mauro (non sono indagati): cene, alberghi e viaggi. E la ristrutturazione della villa di famiglia a Gemonio. In un'intercettazione, infatti, si sente dire che quelle spese vanno a finanziare "i costi della famiglia".

La replica di Bossi, "modello Scajola", è politica e, a tratti, contraddittoria: "Vogliono colpire la Lega e quindi colpiscono me, mi sembra che sia iniziata la prossima campagna elettorale" "Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa" "Io non so nulla di questa cose e d'altra parte avendo pochi soldi non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni di casa mia". Poi una ulteriore precisazione: "Non sono mai stati spesi soldi della Lega per ristrutturare casa mia, denuncerò chiunque sostenga il contrario".

Belsito, genovese di 41 anni, è stato Sottosegretario nel 2011 e ha rivestito i ruoli, oltre che di tesoriere della Lega, di vicepresidente della Fincantieri, consigliere della Filse (Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico) e amministratore della Editoriale Nord.

Sul suo passato ha indagato Alessandro Trocino del Corriere della Sera: "buttafuori e animatore della discoteca genovese Cézanne", "leggenda narra che sia riuscito a ingraziarsi Umberto Bossi e il suo cerchio magico portando focacce e vino in via Bellerio", "diplomi traballanti, lauree fittizie, abuso di Porsche, fallimenti societari, amicizie compromettenti".

Autista prima di Alfredo Biondi (pluri Ministro e parlamentare di Forza Italia), poi dell'ex tesoriere della Lega Nord Maurizio Balocchi (deceduto nel 2012) e infine assistente del presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone. Da qui il "decollo" politico.

Il più tenace difensore di Bossi, nell'attuale difficilissimo momento politico, è Silvio Berlusconi: "Chiunque conosca Umberto Bossi e la sua vita personale e politica non può essere neanche lontanamente sfiorato dal sospetto che abbia commesso alcunché di illecito. E in particolare per quanto riguarda il denaro della Lega, del movimento al quale ha dato tutto se stesso. Perciò esprimo a Umberto Bossi la mia più affettuosa vicinanza".

Roberto Maroni per ora è soddisfatto. Poco dopo aver chiesto la testa di Belsito "La Lega è parte lesa" e bisogna "cogliere l'occasione per fare pulizia" E chiedere "un passo indietro" di Belsito, "festeggia": "È una buona notizia, adesso bisogna andare fino in fondo e fare pulizia dentro il partito, cominciando dalla nomina di un nuovo amministratore capace di aprire tutti i cassetti".

Maroni: "Ora Belsito si dimetta"

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