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Francesco Storace a Blogo in diretta: "Dal Lazio un bel segnale ai cittadini"

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Blogo in diretta, web talk condotto da Antonello Piroso, chiude il suo appuntamento settimanale ospitando negli studi di via Cristoforo Colombo a Roma, uno dei personaggi più controversi della scena politica italiana. Parliamo di Francesco Storace, leader de "La Destra" e candidato alla Presidenza della Regione Lazio.

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Qualche parola per aggiornarci sui fatti del giorno, poi Piroso parte con la prima domanda, chiedendo a Storace chiarimenti in merito alla tanto sbandierata alleanza con Marco Pannella. "E' una proposta che permetterebbe ai Radicali di avere uno sbarramento più basso, di non dover presentare un candidato presidente e di avere in pratica bisogno di meno voti, guadagnando anche l'opportunità di avere un maggiore controllo su chi governerà la Regione", è la risposta del leader de La Destra, che poi dice di voler raccontare che cosa succederà nei prossimi 5 anni, a partire dal decreto per la riduzione dei consiglieri regionali voluto dal presidente uscente Renata Polverini.

Il nodo del provvedimento, che prevede di passare da 70 a 50 eletti in Consiglio Regionale, è che sarà discusso il prossimo 7 marzo, quindi dopo le elezioni. Pertanto, se dovesse essere accolto il ricorso al TAR, il rischio è che le votazioni siano invalidate e che i cittadini siano richiamati alle urne. Una possibilità che Storace non esclude, pur auspicando "ragionevolezza" sulla vicenda da parte del Tribunale Amministrativo Regionale e ribadendo il "bel segnale" dato agli italiani da Lazio, che ha ridotto i costi della politica.

Storace spiega quindi le origini del nome del suo partito, La Destra, dicendo che si tratta di un tentativo di riaffermare la "sovranità popolare", contro quella europea della Banche, e attacca poi duramente Mario Monti, affermando che "ha in sè la cultura del traditore", dal momento che ha tradito "il Quirinale, gli alleati del suo governo e gli italiani", per mettersi con Fini e Casini. Una posizione netta, che ribadisce dichiarando che in caso di nuova alleanza con Berlusconi sarebbe lui a rompere i legami con il Cavaliere e il Pdl.

Le 'ruggini' (a voler usare un eufemismo) con il leader di Fli vengono fuori anche dopo, quando Storace dichiara: "Voglio ricostruire la destra, basta con antichi colonnelli. A Fini auguro: mai più in Parlamento" e dice che l'ex presidente della Camera è "il contrario di Re Mida". Diversa invece la posizione nei confronti del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, con il quale Storace dice di voler "lavorare a un percorso nuovo"

In chiusura c'è tempo anche per una battuta su Mario Vattani, l'ex console italiano a Osaka, ribattezzato 'fascio-rock' dopo alcune sue discutibili esibizioni canore, che il leader de La Destra ha candidato al Senato come capolista per la Campania: "Non è un terrorista, è un ambasciatore che ha cantato una canzone", è il commento di Storace, che mette così la parola fine a ogni discussione in merito alla sua scelta.

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