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Francia, nozze gay: sì alla legge. Il cardinale Bagnasco: "Sull'orlo del baratro"

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Con 249 sì e 97 no, l'Assemblea nazionale francese ha approvato l'articolo 1 del progetto di legge che, definendo il matrimonio "un accordo tra due persone di sesso diverso o del medesimo sesso", di fatto legalizza le unioni omosessuali. Un traguardo tagliato al termine di un lunghissimo dibattito e che prelude a una nuova maratona lavorativa da parte dei deputati d'Oltralpe. Per l'approvazione della legge, infatti, sarà prima necessario dirimere il nodo delle migliaia di emendamenti presentati, con i membri dell'Assemblea chiamati a un impegno che si prennuncia di settimane, weekend compresi.

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L'ottimismo però è palese, come ha dimostrato con la sua dichiarazione il ministro della Giustizia, Christiane Taubira, al termine della votazione del disegno di legge 'matrimonio per tutti': "Siamo onorati e fieri di aver superato questa prima tappa, noi affermeremo la libertà per tutti di poter scegliere il proprio partner con cui costruire un avvenire comune, non c'è alcuna ragione che lo stato non garantisca i diritti del matrimonio" anche alle persone omosessuali.

Il progetto, uno dei cardini della campagna elettorale di Francois Hollande, è tuttavia avversato dal centro destra e dal mondo cattolico - che lo scorso 13 gennaio hanno manifestato in piazza contro l'approvazione della legge - con la Francia spaccata a metà: il 63% dei suo abitanti, infatti, è favorevole alla normativa, mentre il 49% contraria. I motivi del no sono legati in maniera prioritaria alla paura che una volta approvata la legge sul 'matrimonio per tutti' il governo apra la strada anche alla procreazione assistita e all'utero in affitto. Due intenzioni negate, tuttavia, dall'esecutivo di Hollande.

E sulla vicenda è intervenuto anche il cardinale Angelo Bagnasco, che ha bocciato senza mezzi termini la scelta della Francia di aprire alla legalizzazione delle unioni gay. "Siamo vicini al baratro", ha detto l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, aggiungendo che l'Italia "non deve prendere esempio da queste situazioni che hanno esiti estremamente pericolosi. Non seguiamone le orme". Il cardinale ha quindi concluso con una durissima requisitoria contro le politiche adottate da molti paesi "su vita, famiglia, libertà", dicendo che "non crescono in civiltà più umana e solidale, semmai più individualista e più regressiva" e affermando: "L'Europa ha dimenticato le proprie radici cristiane, le radici della propria cultura e della propria civiltà. Volendo sistematicamente eliminare la religione dal proprio orizzonte crede di conquistare delle libertà nuove".

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