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Libia, la Francia è pronta ad attaccare

Il presidente francese Nicolas Sarkozy è stato chiaro. Intervenendo al vertice Ue straordinario a Bruxelles sulla crisi libica, Sarkozy ha detto che la Francia è pronta, con la Gran Bretagna, ad effettuare attacchi mirati in Libia.

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Il presidente francese ha affermato: 'Insieme al premier inglese David Cameron, la Francia è d'accordo per interventi mirati puramente difensivi nel caso in cui il Colonnello Gheddafi faccia uso di armi chimiche o compia raid aerei contro la popolazione'. Una decisione criticata dal primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker che ha detto: 'Penso che gli europei farebbero bene a prendere le decisioni che devono prendere durante il vertice Ue e non un giorno prima'.

Dal canto suo il premier inglese David Cameron ha fatto sapere che l'intenzione è quella di procedere al rafforzamento di misure per isolare Gheddafi e il suo regime, ma ha anche aggiunto che i Paesi europei devono 'mostrare volontà politica, ambizione e unità e dovrebbero prepararsi ad affrontare ogni eventualità'.

Parlando ai giornalisti Sarkozy ha detto: 'Di fronte ai cambiamenti storici del mondo arabo dobbiamo capire che la democrazia non è un diritto solo dei popoli europei. Per questo bisogna ribadire che il colonnello Gheddafi deve lasciare subito il potere e riconoscere le opposizioni al suo regime, per non rischiare di finire in una situazione tipo Somalia'.

Ieri sera Sarkozy e Cameron hanno inviato una lettera congiunta all'Ue, nella quale si legge che 'Muammar Gheddafi e il suo clan devono andarsene per evitare ulteriori sofferenze al popolo libico'. Nella lettera i due hanno poi sottolineato come il Consiglio nazionale provvisorio di Bengasi sia un'entità politica affidabile e che sia Parigi che Londra sono pronte ad aiutare concretamente l'opposizione, eventualmente anche istituendo una no fly zone.

Tra i Paesi alleati che sono rimasti spiazzati dalla mossa di Francia e Gran Bretagna ci sono Germania e Italia. Ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ribadito che 'è meglio sentire la posizione di tutti i Paesi' e che l'Italia si schiererà con la Ue e con la Nato. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha prima chiarito che 'noi riconosciamo stati e non governi o gruppi' e che 'l'Italia non parteciperà a bombardamenti mirati su territorio libico'.

 (foto © LaPresse)

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