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Francia, stop al velo integrale. Carfagna d'accordo

In Francia una commissione parlamentare ha presentato un rapporto con cui ha chiesto l'interdizione da uffici e servizi pubblici dell'indumento islamico che occulta il volto della donna. Nel documento finale è scritto: 'Niqab e burqa offendono i valori nazionali della République'.

Come si legge su Il Corriere della Sera, le statistiche dicono che in tutta la Francia sono appena 2mila le donne che indossano un niqab o un burqa, ma nonostante ciò la richiesta della commissione parlamentare ha suscitato numerose polemiche.

Sul piano normativo la proposta punta ad adottare una 'disposizione che vieti di dissimulare il proprio viso nei servizi pubblici'. Come stabilito dal rapporto: 'La conseguenza della violazione di questa regola non sarebbe di natura penale ma consisterebbe in un rifiuto di corrispondere il servizio richiesto'.

Sebbene la commissione di studio non abbia suggerito un 'divieto generale e assoluto del velo integrale negli spazi pubblici perché 'non esiste al riguardo unanimità', una legge di questo tipo solleva 'comunque questioni giuridiche complesse', poiché comporta una 'limitazione dell'esercizio di una libertà fondamentale, la liberta di opinione, nella totalità dello spazio pubblico'. Per queste ragioni si teme una censura da parte del Consiglio costituzionale o una condanna da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Il rapporto sul velo integrale che sta scatenando tante polemiche in Francia, piace al ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Come si legge su La Stampa, il ministro ha affermato: 'Il velo integrale non è una libera scelta delle donne, ma un segno di chiara oppressione'.

Al quotidiano la Carfagna ha spiegato che spera che la 'decisione francese possa servire da spinta anche per l'Italia dove alla Camera in commissione Affari costituzionali si sta discutendo una proposta di Souad Sbai, presidente dell'Associazione Donne Marocchine in Italia e deputata Pdl, che va a modificare la legge 172 del 1975, che vieta l'uso di indumenti, come i caschi e i passamontagna, per esempio, che rendono impossibile l'identificazione delle persone. Occorre inserire burqa e niqab visto che la giurisprudenza negli anni, derogando dalla legge, li ha giustificati perché legati a pratiche devozionali'.

 (foto © LaPresse)

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